Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Siria: Italia preoccupata per Aleppo est; famiglie lasciano ma non e’ esodo

ROMA, 30 LUGLIO – L’Italia esprime preoccupazione per la situazione ad Aleppo est, che si trova in stato di assedio e soggetta a bombardamenti sistematici del regime siriano che non hanno risparmiato ospedali, scuole e mercati, con un gran numero di vittime civili.

La Farnesina sostiene il dialogo tra Stati Uniti e Russia nell’ambito del Gruppo internazionale di supporto per la Siria, ed auspica che gli sforzi in atto consentano di raggiungere una nuova intesa suscettibile di rilanciare la cessazione delle ostilità e di creare le premesse per una ripresa dei colloqui intra-siriani di Ginevra per una genuina transizione politica. In tale contesto le sorti di Aleppo assumono una valenza prioritaria.

La Farnesina ha preso nota dell’iniziativa russa di creare corridoi umanitari sotto controllo militare del regime per consentire alle popolazioni civili di Aleppo est di accedere all’esterno della città a cibo ed aiuti umanitari. Si sottolinea la necessità di assicurare la protezione dei civili e il rispetto del diritto internazionale umanitario e si auspica che sia lasciata alle Nazioni Unite la cura dei bisogni umanitari della popolazione di Aleppo, consentendo mediante apposite “pause umanitarie” agli scontri in corso – già richieste da UN OCHA – l’accesso degli aiuti in città.

Solo poche decine di persone, qualche famiglia, hanno finora lasciato Aleppo dai quattro corridoi umanitari aperti dalle forze governative e dai loro alleati russi e facilitate da un cessate il fuoco di almeno 48 ore. E qualche ribelle esitante, secondo Damasco, ne avrebbe approfittato, presentatosi al nemico tenendo il mitra sopra alla testa, dell’amnistia offerta dal regime. Ma l’esodo non sembra esserci stato: “Non abbiamo evidenza che ad Aleppo sia iniziata un’evacuazione volontaria di civili eccetto che per alcuni dispacci di media governativi siriani che parlano di qualche iniziale movimento”, ha detto all’ANSA l’inviato speciale dell’Onu per la Siria Staffan de Mistura. In serata poi i media di regime hanno affermato che i ribelli stavano impedendo con la forza alla popolazione di fuggire. Nella città ribelle assediata, ridotta – pare – alla fame, colpita giornalmente da raid aerei e cannonate sono rinchiuse circa 300.000 persone.

Le organizzazioni internazionali prevedono che per metà agosto ad Aleppo non ci sarà più cibo. L’opposizione ha la sensazione che il messaggio di un tragico e indilazionabile aut-aut: “Lascia finché puoi o muori di fame”. (@OnuItalia)

The following two tabs change content below.

Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About OnuItalia

Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma. Contact: Website | Facebook | Twitter | YouTube | More Posts