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Approvato il documento del summit sui migranti: le Ong protestano

NEW YORK, 3 AGOSTO – Sarà una “occasione mancata”, come denunciano molte Ong? Oppure la bottiglia va vista “mezza piena”, come suggeriscono i dirigenti del Unhcr, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati? A poco più di un mese dal summit sui “vasti movimenti di rifugiati e migranti”, che si terrà al Palazzo di vetro il 19 settembre, cioè proprio alla vigilia dell’apertura della sessione dell’Assemblea generale, nascono nuove polemiche legate anche al documento preparatorio che è stato approvato questa settimana.

Al termine di negoziati complessi, infatti, guidati dall’ambasciatori all’Onu di Irlanda e Giordania, entrambi nominati dal presidente dell’Assemblea generale, e con il contributo-chiave della rappresentante speciale di Ban Ki-moon per il vertice, Karen AbyuZayd, i 193 membri dell’Onu hanno varato un testo di 22 pagine, con due annessi, che sarà ratificato a settembre da Barack Obama, Matteo Renzi e gli altri dai capi di stato e di governo.

Nel documento però manca ogni impegno concreto da parte dei paesi più sviluppati, a dispetto delle richieste in tal senso del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, per accogliere il 10 per cento del totale dei rifugiati nel mondo, il cui peso grava ora in modo sproporzionato sui paesi più poveri. E un nel testo viene rinviata al 2018 l’approvazione di due “global compact” considerati urgenti ed essenziali: un documento-quadro sui rifugiati e l’altro sui migranti.

Secondo Amnesty international e secondo varie Ong impegnate sui temi dei rifugiati, l’assenza di un impegno quantitativo e il rinvio dei “global compact” vanificano le speranze di una vera svolta, in occasione del summit, su quella che è considerata la più grave crisi umanitaria in atto, non fosse altro perché ci sono più persone estromessi dai luoghi di origine che in ogni altro momento della storia del dopoguerra. D’altra parte, diplomatici e funzionari dell’Onu appaiono meno pessimisti: il summit, ricordano, coincide con una fase di gravi contrasti politici nei paesi più industrializzati sui temi della migrazione. E ci sono leader, come Donald Trump negli Stati Uniti o Marine LePen in Francia, che raccolgono vasti consensi attorno ai loro programmi xenofobi.

Di qui l’invito a vedere la bottiglia “mezza piena”: nel senso che, nonostante tutto, il documento preparatorio del 19 settembre riaffermerà una serie di regole importanti e spesso contestate: i principi della convenzione sui rifugiati del 1951, il diritto all’asilo, il principio che i rifugiati non possono essere né respinti né rimandati in un ambiente pericoloso.

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Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza).

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About Arturo Zampaglione

Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza). Contact: Website | More Posts

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