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#ZeroWaste: con nuova legge l’Italia in pista contro sprechi alimentari

ROMA, 4 AGOSTO – Anche l’Italia si è dotata di una legge contro gli sprechi alimentari. A differenza della Francia, non prevede multe e punizioni, ma un’azione in positivo, puntando al recupero di un milione di tonnellate di cibo all’anno, alla donazione delle eccedenze e l’assistenza agli indigenti. “Questa legge è una delle più belle e concrete eredità di Expo Milano 2015, ha commentando il ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, subito dopo l’approvazione del provvedimento da parte del Senato, in via definitiva, con 181 sì, 2 no e 16 astenuti. “E’ una legge di grande portata etica ed economia”, ha poi detto in un tweet il premier Matteo Renzi.

Secondo la Fao un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato: in Europa la percentuale è persino più alta, avvicinandosi al 50 per cento. E si calcola che in Italia, finiscano ogni anno nella spazzatura 5 milioni di tonnellate di prodotti alimentari pari a 8 miliardi di euro. Ma con la nuova legge sarà combattuto il fenomeno con sgravi fiscali per i locali di ristorazione, lo stanziamento di 2 milioni di euro per l’acquisto di alimenti da destinare agli indigenti, la semplificazione della burocrazia, il sostegno all’innovazione con un fondo di 3 milioni e azioni a livello comunale.

Le novita’ della legge includono la semplificazione burocratica: donare diventa più semplice grazie alle disposizioni di carattere tributario e finanziario della legge. Viene poi potenziato il ruolo del Tavolo indigenti del Mipaaf, che vedrà la partecipazione anche delle organizzazioni agricole insieme a enti caritativi, industria e grande distribuzione già rappresentate con un finanziamento di 2 milioni di euro.

Si istituisce un Fondo presso il Ministero delle politiche agricole con dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, destinato al finanziamento di progetti innovativi – che possono prevedere il coinvolgimento di volontari del Servizio civile nazionale – finalizzati alla limitazione degli sprechi e all’impiego delle eccedenze, nonché per promuovere la produzione di imballaggi riutilizzabili o facilmente riciclabili.

Ai Comuni viene data facoltà di applicare un coefficiente di riduzione della tariffa sui rifiuti alle utenze non domestiche (TARI) relative ad attività produttive che producono e distribuiscono beni alimentari, in caso di donazione gratuita agli indigenti.

Le “eccedenze alimentari” consistono nei prodotti alimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza, rimangono invenduti per varie cause. Per “spreco alimentare” si intendono i prodotti alimentari, agricoli e agro-alimentari, ancora commestibili, che vengono scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali, estetiche o perché in prossimità della data di scadenza. (AZ)

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Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza).

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About Arturo Zampaglione

Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza). Contact: Website | More Posts