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Rio2016: Rose, a 8 anni in fuga dalla guerra, portabandiera squadra profughi

RIO DE JANEIRO, 5 AGOSTO – A otto anni in fuga dalla guerra, oggi, nel leggendario stadio Maracanã di Rio, portabandiera del primo Team Refugees olimpico nella storia dei Giochi. Rose Nathike Lokonyen, 23 anni, ha guidato la sfilata della squadra di dieci atleti nella Cerimonia Inaugurale, al suo fianco Yusra Mardini, la nuotatrice siriana la cui straordinaria storia di sopravvivenza nelle acque dell’Egeo ha gia’ fatto il giro del mondo.

Rose Lokonyen

Rose Lokonyen

Lokonyen ha 23 anni e da 15, dopo essere scappata dalla guerra di quello che poi sarebbe diventato il Sud Sudan, vive in Kenya. Fino a un anno fa correva a piedi scalzi nel gigantesco campo per rifugiati di Kakuma (180 mila persone senza più’ abitazione o patria) che aveva imparato a chiamare casa. Gli altri atleti vengono come lei da Sud Sudan, Siria, Repubblica Democratica del Congo. “Sono felice. Questa e’ la prima opportunita’ per i profughi di partecipare ai giochi olimpici e di darci speranza, per permetterci di incoraggiare giovani generazioni di altri profughi che restano nei campi a inseguire i loro talenti”, ha detto la giovane a UNHCR prima dell’apertura delle Olimpiadi. “Il mio sogno, la mia priorita’ e aiutare genitori e fratelli e poi, dopo di loro, gli altri profughi come me”, ha aggiunto inn un’altra intervista al giornale online del CIO. Mamma e papa’ di Rose sono rientrati in Sud Sudan nel 2008, lasciando i figli a Kakuma. E’ stato allora che la ragazzina ha sviluppato la passione per la corsa.

Il Presidente Obama ha fatto i suoi auguri al Refugee Team e così anche Papa Francesco che ha scritto loro una lettera: “Che, tramite voi tutti, l’umanità comprenda che la pace è possibile, che con la pace tutto si può guadagnare; invece con la guerra tutto si può perdere”.

Yusra e Rami

Yusra e Rami

Per Rose, per Yusra, per l’altro nuotatore siriano Rami Amis e i loro compagni di squadra la prospettiva di partecipare ai Giochi di Rio era remota soltanto un anno fa. “Non possiamo paragonarci ad altri atleti e immaginarci al loro livello, ma faremo tutti del nostro meglio. Essere un profugo non significa che non sei un essere umano. Possiamo fare quel che fanno gli altri”.  (@OnuItalia)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts