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Migrazioni: Grecia è la ‘sala d’attesa’ Ue. Missione giuridica nei campi profughi

Grecia

ROMA,  9 AGOSTO – Un gruppo di 40 persone (tra avvocati, operatori legali e mediatori) si è recato a metà giugno in sei differenti zone della Grecia, con l’obiettivo di realizzare un’osservazione giuridica di quanto sta accadendo in questo paese dopo l’accordo fra i capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea e la Turchia firmato il 17 e 18 marzo 2016. Nel darne notizia ‘Cronache di ordinario razzismo’ spiega che sono stati visitati alcuni campi governativi: Katsika, Konitsa, Doliana (Albania), Mantamados, Pikpa, Kara Tepe, Moria (Lesbo), Souda, Depithe e Vial (Chios), Drama, Kavala, Softex (nella zona di Salonicco), Elliniko, Schisto, Eleonas e Skaramangas (Atene).

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Ovunque campi profughi

Sono stati intervistati, formalmente o informalmente, i funzionari dell’Asylum Service (l’amministrazione competente per la valutazione delle domande d’asilo), esponenti di importanti ONG, funzionari di UNHCR, un elevato numero di avvocati specializzati, alcuni membri della società civile impegnati nella accoglienza dei migranti e decine di richiedenti asilo. Dopo il 20 giugno i componenti del gruppo stanno continuando ad assumere informazioni e ad aggiornare in tempo reale il rapporto intitolato ”Esperimento Grecia. Il diritto di asilo e la sua applicazione dopo l’accordo (dichiarazione) UE-Turchia del 18 marzo 2016”. Il sito spiega che a breve, sarà possibile anche scaricare i rapporti dei singoli gruppi ed i materiali utilizzati durante la ricerca. Alcuni dei partecipanti, anche con il supporto di altre organizzazioni di cui fanno parte, hanno prodotto materiale video e fotografico, articoli e altro.

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Tende a Lesbo

Frattanto qualcuno ha pensato di realizzato un docu-film intitolato ‘Waiting area’: video realizzato da Roberto Ognissanti e Laura Basta. Waiting area, ossia area di attesa: ciò che la Grecia è diventata per moltissime persone, bloccate nel loro viaggio verso l’Europa dalle fragilità e contraddizioni dell’Unione Europea. Il lavoro, nato attraverso il progetto di crowdfunding Route to Europe, racconta due settimane di attraversamento, da Atene a Salonicco, dal confine macedone a quello albanese, dalla costa all’entroterra. Una video inchiesta nata dall’esigenza di documentare e denunciare la condizione dei migranti e richiedenti asilo che progettano di raggiungere l’Europa.

La videocamera ascolta, riporta e documenta le voci e le storie dei protagonisti: migranti, rifugiati e richiedenti asilo, bloccati nella penisola ellenica dagli accordi tra Ue e Turchia, e dalle chiusure degli stati membri. Dopo il 20 marzo, data di avvio degli accordi con Ankara, la Grecia è diventata infatti una ‘sala d’attesa’  fatta di emergenze umanitarie e amministrative, di migranti che cercano una strada per proseguire il proprio viaggio, di grandi organizzazioni non governative e volontari indipendenti, di istituzioni europee che chiudono le proprie porte e di gente comune che accoglie in modo solidale.

(@novellatop,  9 agosto  2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts