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Yemen, raid aereo su ospedale: 11 morti e 20 feriti. MSF: “Inaccettabile, coordinate note”

ROMA, 16 agosto – “Sia che si tratti di intenzionalità che di negligenza, tutto questo è inaccettabile”. Così Teresa Sancristóval, responsabile dell’unità di emergenza di Medici Senza Frontiere in Yemen, all’indomani del bombardamento sull’ospedale di Abs, in cui sono morte 11 persone, tra le quali un membro dello staff MSF, e rimasti feriti in 20. E’ il quarto attacco in meno di un anno contro una struttura dell’organizzazione nel Paese, preceduto tre giorni fa da un bombardamento su una scuola, in cui 10 bambini hanno perso la vita. Medici Senza Frontiere, “chiedendo alle parti, e in particolare alla coalizione a guida saudita responsabile dell’attacco, garanzia che tali azioni non si ripetano”, sottolinea che le coordinate GPS dell’ospedale supportato da luglio 2015 da MSF erano note ai vari schiaramenti.

“Nonostante la recente risoluzione dell’Onu che chiede di porre fine agli attacchi contro le strutture mediche e nonostante le dichiarazioni di alto livello perché sia rispettato il Diritto Internazionale Umanitario, non sembra venga fatto nulla perché le parti coinvolte nel conflitto in Yemen rispettino il personale medico e i pazienti”, ha evidenziato in una nota Sancristóval per la quale “la violenza nello Yemen sta avendo un peso sproporzionato sui civili”: “Proviamo enorme rabbia perché ancora una volta dobbiamo mandare le condoglianze alle famiglie del nostro collega e di 10 pazienti, che dovevano essere al sicuro all’interno di un ospedale”. I pazienti e il personale sopravvissuti sono stati evacuati dalla struttura parzialmente distrutta.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha condannato l’attacco, sottolineando che “le parti coinvolte nel conflitto in Yemen hanno danneggiato o distrutto più di 70 strutture sanitarie, tra cui altre tre supportate da MSF”. Ban ha espresso “profonda preoccupazione per l’intensificazione degli attacchi aerei e i continui combattimenti a terra e bombardamenti, specialmente nelle aree popolate. Il restringimento dello spazio umanitario e l’accesso limitato ai servizi essenziali per gli yemeniti, una situazione aggravata dalla ripresa a vasta scala delle ostilità, è una questione di sempre più preoccupante”.

Andrea Iacomini, portavoce UNICEF Italia, intervistato da Rai news martedì ha insistito sulla difficoltà di raggiungere la popolazione affetta dal conflitto: “Stiamo chiedendo di poter entrare nel Paese per portare aiuti nelle zone in cui vivono i civili colpiti: 40mila bambini muoiono ogni anno per malnutrizione grave in Yemen. In due anni 115 strutture scolastiche e ospedaliere (tra cui presidi medici) sono stati colpiti da raid aerei: si supera qualsiasi norma del diritto umanitario internazionale”. (AS)

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