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Ban Ki-Moon: “Dopo di me, è ora di un segretario generale donna”

Prossimo “straw poll” il 29 agosto

NEW YORK, 17 agosto – “Abbiamo molte donne eccellenti e importanti ai vertici dei governi nazionali o di altre organizzazioni o anche nella comunità degli affari, della politica, della cultura, di ogni aspetto della nostra vita. Non c’è ragione per cui non possa esserci una donna alla guida delle Nazioni Unite”. Per il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, che il 31 dicembre concluderà il suo secondo mandato come capo dell’organizzazione internazionale, “è ora” che al vertice dell’Onu salga una donna.

Ci sono “molte leader donne illustri, motivate che possono cambiare veramente questo mondo, che possono trattare attivamente con altri leader mondiali”, ha detto Ban da Novato, California, nel corso di una visita alla sua “mamma americana”, la 99enne Libba Patterson che nel 1962 lo aveva ospitato per otto giorni come studente dalla Corea del Sud nell’ambito di un programma della Croce Rossa internazionale.

La sua posizione a favore di un segretario generale donna è un “umile suggerimento, la decisione spetta agli Stati membri”, ha sottolineando Ban, esprimendo apprezzamento per le audizioni pubbliche dei candidati alla guida dell’Onu, tenute dall’Assemblea Generale ad aprile per la prima volta nella storia dell’Organizzazione. In lizza per il ruolo, sei uomini e cinque donne, dopo il ritiro di Vesna Pusnic, ex ministro degli Esteri croata.

Dal 21 luglio il Consiglio di Sicurezza si è riunito due volte per degli “straw poll” informali sul futuro numero uno dell’Onu. In testa in entrambe le votazioni, l’ex primo ministro portoghese, già capo dell’UNHCR Antonio Guterres, seguito dall’ex presidente sloveno e ex assistente segretario generale per gli affari politici Danilo Turk. La bulgara e direttrice Unesco Irina Bokova era uscita terza nel primo scrutinio segreto, alla pari con gli ex ministri degli Esteri Vuk Jeremic (Serbia) e Srgjan Kerim (Macedonia). Nella seconda votazione però, Jeremic è salito al secondo posto, mentre Turk e Bokova sono scesi rispettivamente al terzo e al quinto posto. Al quarto è salita Susanna Malcorra, ministro degli esteri argentino.

Candidati anche l’ex premier neozelandese e capo dell’UNDP Helene Clark; Christiana Figueres (Costa Rica), che ha guidato la Convenzione sul ambiento climatico; Natalia Gherman (Moldavia), ex vice primo ministro e ministro degli esteri per l’integrazione europea; Miroslav Lajčák (Slovacchia), ministro degli esteri ed ex alto rappresentante in Bosnia; Igor Lukšić (Montenegro), viceprimo ministro e ministro degli esteri.

I cinque membri permanenti del Consiglio (Usa, Russia, Francia, Gran Bretagna e Cina) hanno diritto di veto su ogni candidatura e la Russia ha detto che preferisce candidati e candidate provenienti dall’Est Europa. I Quindici si riuniranno per un nuovo “straw poll” il 29 agosto. Una o più votazioni potrebbero aver luogo a settembre, prima del voto finale di ottobre. (OI)

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