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Ventotene, Aleppo, Putin-Erdogan: per Giro occasioni da cogliere per la pace

ventotene Renzi, Merkel, Hollande

ROMA,  23 AGOSTO – Tornare a Ventotene per tornare alle origini? No, ma allo spirito delle origini certamente sì. Lo dichiara al Corriere della Sera il Vice ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione internazionale, Mario Giro, all’indomani dell’incontro, in pima assoluta,  sull’isola pontina tra Matteo Renzi, Angela Merkel e Francois Hollade.

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Mario Giro

ventotene

L’omaggio a Spinelli

 

Scritto nel 1941, il Manifesto venne pubblicato a Roma clandestinamente nel gennaio del 1944 e divenne il programma di una parte dei sostenitori dell’Europa unita. ”Altiero Spinelli e i suoi amici – afferma Giro – non sapevano come sarebbe andata a finire la guerra ma avevano capito che dal profondo dell’Europa erano sorti demoni potenti che la stavano distruggendo. Sarebbe morta? Sarebbero morti i Paesi che la componevano e che si sbranavano trascinando il mondo con sé? L’Europa si trovava a un bivio tra declino (al quale la restaurazione deo vecchi Stati nazionali l’avrebbe portata) e l’avvento di una nuova idea. Cosi gli uomini di Ventotene pensarono all’Unione. Gli autori del Manifesto furono ambiziosi ma anche consci che l’impresa era difficile”.
Gio ricorda che ”l’occasione da cogliere era il breve intenso periodo di crisi generale in cui gli Stati giaceranno fracassati al suolo, in cui le masse popolari attenderanno ansiose parole nuove. Il Manifesto fu quella parola nuova. Tornare a Ventotene significa riprendere quello spirito: un’altra volta l’Europa necessita di parole fuori dagli schemi. Gli europei non si attendono niente di meno’’.

omran

Omran

Della tragedia di Aleppo, del  patto Russia – Turchia, del futuro dell’Europa, Giro ha parlato anche con l’Unità. Partendo dalle scioccanti immagini del piccolo Omran, ma anche da quella che sembra sempre più una sorta di indifferenza dell’Europa, Giro rileva che ”nella nostra epoca malata di “presentismo”, è facile dimenticare subito una immagine così drammatica come quella di Omran. Per questo servono gli appelli e le proposte, per aiutarci a mantenere fisso lo sguardo sulla terribile guerra siriana che deve essere fermata”.
In Siria, aggiunge il vice ministro, ”lo scenario geopolitico come si sa è molto complesso. L’Europa deve provare ad uscire da se stessa: occuparsi in maniera unitaria di Siria può essere anche un modo per colmare i propri difetti. Nella “Dichiarazione Schuman” del 9 maggio 1950 – atto fondativo dell’Europa – c’era scritto che l’unità europea doveva servire allo sviluppo dell’Africa. Se l’Europa non si da’ una vocazione globale rischia di rimanere invischiata nei suoi problemi autoreferenziali e alla fine declinare”.

Putin-Erdogan

Putin-Erdogan

Quanto al ‘migration compact’, per Giro ”un vero partenariato con l’Africa è una vocazione dell’Europa, un comune interesse per la sicurezza, per le crisi, per le nostre imprese e per la gestione comune dei flussi migratori: l‘Eurasia non è un mito ma oggi è una necessità». E inoltre c’è qualcosa da fare ”subito”: ”Mostrare compassione. I corridoi umanitari, voluti dall’Italia e messi in opera con una straordinaria abnegazione dalla società civile (gli Evangelici, i Valdesi, la Comunità di Sant’Egidio) ne sono una espressione chiara. La compassione deve tradursi in politica. È necessario che sulla Siria si alzi forte una voce non schierata per proporre un ragionevole negoziato”.
Infine il tema del cosiddetto ”asse Putin-Erdogan”, che secondo Giro non va temuto: ”Può essere molto vantaggioso per la soluzione dei problemi in Medio Oriente: una vera relazione, anche con le dovute discordie, con Mosca ed Ankara, è interesse europeo. L’Europa utilizzando il metodo del negoziato può iniziare con la Russia e la Turchia una nuova fase in Medio Oriente, che punti a chiudere i conflitti invece di lasciarli latenti per decenni. Non basta parlare dei vari “Stream”, cioè di petrolio e di gas: prendiamo sul serio questi due grandi Paesi e costruiamo un’alternativa in Oriente”.

(@novellatop,  23 agosto  2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts