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Sisma in Centro-Italia: ad Arquata tra le macerie, solidarietà tra vita e morte

(di Anna Serafini)

ARQUATA DEL TRONTO, 24 Agosto – Non abbattersi. Né sotto le macerie, né sopra. Tentare il tutto per tutto, con gratuità e gratitudine. La dignità, il coraggio, lo spirito di servizio, il sostegno reciproco che Arquata e i suoi abitanti hanno dimostrato nell’immediatezza e nel post del terremoto, tra una scossa e l’altra, sono lezioni che conserverò, salde, a conclusione di questo triste 24 agosto in cui la terra ha scosso e ferito l’ascolano.

Ho visto Marco, un uomo sulla sessantina, piangere prima di cercare di risalire via Roma dove la casa del fratello Rocco era crollata. Poi salire la strada di tanto in tanto tremante e dirigersi verso la casa del fratello. “Resisti, Rocco! Resisti! Ci siamo!”Rocco c’era, e dava segnali, nonostante la sua casa di fronte alle poste gli fosse crollata addosso.

IMG-20160824-WA0043C’erano anche i vigili del fuoco, il 118, la Croce verde, i carabinieri del Comando provinciale di Ascoli, la Protezione civile, i forestali, e volontari professionisti fuori servizio che si sono messi a disposizione. “Angeli”, ha sintetizzato Massimo, padre di Massimiliano e suocero di Martina, la giovane coppia che un gruppo di soccorritori ha salvato dalle macerie. Non troppo lontano si cercava di estrarre Rocco vivo, con successo. Purtroppo, invece, non ce l’ha fatta la piccola Marisol di soli 18 mesi, sorpresa a casa con Massimiliano e Martina, il corpicino liberato dal peso delle rovine. Capricci cattivi del destino: la mamma era sopravvissuta al terremoto dell’Aquila del 2009. Ma la gratitudine di Massimo è grande al ricordo del lavoro svolto, “un grazie particolare ai vigili del fuoco”.

A Borgo, il paesino a valle di Arquata del Tronto, gli evacuati. Francesca è scoppiata in lacrime nell’abbraccio di un’amica. Anche per chi non vive stabilmente in questo centro, “Arquata è casa”, spiega: una famiglia allargata dove tutti si conoscono.

IMG-20160824-WA0061Nella notte/mattinata di mercoledì, in molti si sono riversati nella piazza – racconta Cecilia – mentre l’aria si riempiva di polvere e le macerie iniziavano ad accumularsi. Dalla piazza, insieme, su indicazione dei soccorsi, il gruppo è sceso verso Borgo, prendendo la strada in direzione della Rocca.

Figli che hanno aiutato le madri ad uscire. Cani che non abbaiavano nonostante il caos attorno, raccontano le ragazze.  Anche a Borgo c’è chi si è dato da fare per aiutare ad aprire i portoni bloccati delle case con persone dentro. Un senso di comunità che è la natura e al tempo stesso la forza di questa famiglia. (@annaaserafini)

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