Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Un anno fa la morte di Aylan. A Roma sit-in per stop bombe in Siria

Guardia Costiera salva 1700 nello Stretto di Sicilia. De Mistura: “verso iniziativa politica”. Il 19 vertice sulle migrazioni

Aylan Kurdi

(Di Anna Serafini)

NEW YORK, 1 Settembre – Un anno fa ha scosso le coscienze di tutto il mondo. Il viso, nascosto dalla sabbia, lasciava spazio per immaginare tanti altri volti, lineamenti anche più familiari. Quel corpicino dentro la t-shirt rossa, il pantaloncino blu e le scarpe a strappo, prono su un letto di sabbia, addormentato per sempre sulla spiaggia di Bodrum (Turchia) ha abbattuto tanti muri, soprattutto quelli dell’indifferenza e dell’ignoranza. Ha svegliato sulla realtà che vivono molti profughi, sui pericoli che uomini, donne e bambini corrono con le loro famiglie per scappare a possibilità di morte in una terra diventata matrigna e cercare possibilità di futuro lontano da casa. Venerdì sarà trascorso un anno da quando il cadavere del piccolo Aylan è stato ritrovato sulla costa della città turca.

Migrazioni

La morte di Aylan Kurdi

Aveva solo tre anni. Sull’imbarcazione che avrebbe dovuto portarlo dalla curda Kobane (Siria) a Kos in Grecia, dopo il rifiuto della richiesta di asilo da parte del Canada, c’erano tra gli altri anche il fratellino Galip (cinque anni), mamma Rehab (35) e il papà Abdullah Kurdi, unico sopravvissuto della famiglia a quel viaggio che di speranza ha dimostrato realizzarne poca.

Sempre il 2 settembre, in coincidennza con il triste anniversario, Piazza Santi Apostoli a Roma ospiterà dalle 11 “un sit-in per la pace”, per urlare #StopBombeInSiria e sensibilizzare sulla guerra che da cinque anni piega il Paese.

“Facciamo nostre e ribadiamo con forza le richieste all’Italia, all’Unione europea e alle Nazioni Unite di una tregua duratura, dell’apertura di corridoi umanitari, della fornitura senza ostacoli di aiuti umanitari alle popolazioni assediate. Chiediamo inoltre la fine degli attacchi contro i civili e le strutture civili, primi tra tutti gli ospedali; la cessazione dell’uso della tortura e delle sparizioni forzate”, si legge sul sito di Amnesty, una delle associazioni che hanno aderito all’iniziativa. Tra queste anche Comitato 3 ottobre, la Comunità di Sant’Egidio, Cospe, Tavola della Pace, Unicef, Un ponte per, e molte associazioni a sfondo giornalistico, dalla Federazione nazionale della stampa italiana ad Articolo 21, dall’Associazione Amici di Roberto Morrione a Libera Informazione. Il sit-in “e’ anche l’occasione per accendere i riflettori sulle condizioni dei giornalisti in Siria, Paese in cima a tutte le classifiche internazionali per numero di operatori dei media ammazzati, e per richiamare l’attenzione delle istituzioni italiane e internazionali su questa situazione inaccettabile”, spiega il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso.

“L’orrore in Siria deve finire e così la tragedia dei profughi che scappano dalla guerra” ha dichiarato alla Bilt il padre di Aylan: “Dopo la morte della mia famiglia i politici avevano detto ‘mai più’. Tutti volevano fare qualcosa, quella fotografia li aveva sconvolti così tanto. Ma cosa succede adesso? Le morti in mare continuano e nessuno fa niente”.

Al largo delle coste italiane si susseguono intanto giorno dopo giorno i salvataggi di centinaia, migliaia di uomini, donne e bambini in mare. La Guardia Costiera ha coordinato 16 operazioni di soccorso solo oggi nello Stretto di Sicilia, salvato insieme alla Marina militare, ONG e la missione Ue Sophia 1725 migranti.

Mentre i colloqui USA-Russia di fine agosto non hanno per ora ancora portato a nessun accordo sul cessate il fuoco in Siria, in una conferenza stampa a Ginevra l’inviato speciale dell’Onu Staffan de Mistura ha annunciato che “stiamo preparando un’iniziativa importante che a nostro avviso aiuterà l’Assemblea Generale ad affrontare i problemi della Siria”. Pur non entrando nei dettagli dell’iniziativa “politica”, De Mistura ha annunciato che ne parlerà nella settimana prima dell’Assemblea Generale e in vista di una nuova riunione Onu sulla Siria il 21 settembre.

Penso per UNHCR

Penso per UNHCR

Il 19, invece, il Palazzo di Vetro ospiterà il vertice sulle migrazioni (high-level meeting to address large movements of refugees and migrants) voluto da Ban Ki-moon alla vigilia dell’Assemblea Generale. “Mi attendo che ne emerga un global compact, basato su responsabilità condivise, che affronti le questioni all’origine delle migrazioni, che apra più canali legali e sradichi la xenofobia”, aveva dichiarato il capo dell’Organizzazione a giugno, lanciando il rapporto “In sicurezza e dignità”. (@annaaserafini)

The following two tabs change content below.

Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About OnuItalia

Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma. Contact: Website | Facebook | Twitter | YouTube | More Posts