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Gentiloni al Gymnich: “L’Ue mantenga l’intesa sulla migrazione con la Turchia”

Alla riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione partecipa anche il turco Omer Celik

BRATISLAVA, 2 Settembre – “Mentre siamo impegnati con un pressing diplomatico per far approvare il migration compact, l’impegno dell’Unione europea in Africa per contenere i flussi migratori, dobbiamo evitare al tempo stesso che si incrini l’altro pilastro della politica migratoria che è l’intesa con la Turchia. Le due operazioni vanno insieme, e credo che l’incontro di oggi, soprattutto la parte sulla Turchia sarà importante”. Così il titolare della Farnesina Paolo Gentiloni arrivando a Bratislava per la riunione informale dei ministri degli Esteri dei Ventotto. La cosiddetta “Gymnich” – organizzata da ogni presidenza del Consiglio dell’Unione europea per discutere iniziative legate a un particolare tema o a una particolare formazione del Consiglio – è in calendario oggi e domani nella capitale della Slovacchia, attuale presidente di turno del Consiglio dell’Ue.

“L’accordo con la Turchia è un pilastro della nostra politica sull’immigrazione e l’Unione Europea deve dare con chiarezza due segnali: il primo è un segnale di sostegno alla Turchia dopo il tentativo di colpo di stato e non ci devono essere equivoci su questo. Il secondo è un invito molto chiaro alle autorità turche di contenere la reazione al colpo di Stato nel rispetto dei diritti fondamentali e dello stato di diritto, ha aggiunto il ministro, sottolineando che “per l’Italia il mantenimento dell’intesa sulla migrazione è un aspetto fondamentale”.

In particolare, frenare il negoziato con la Turchia “non credo sia una buona idea”, ha argomentato il ministro, per il quale “parte delle tensioni si sono originate da malintesi”, mentre “altre questioni sono molto serie e quindi il sostegno verso le autorità turche non può essere separato dal nostro impegno verso i diritti umani e lo stato di diritto. Dobbiamo equilibrare i due aspetti”.

La situazione in Turchia e il rapporto con l’Ue, il processo di pace di Minsk, la lotta al terrorismo, alla radicalizzazione e possibili sinergie sono i temi nell’agenda della due giorni di Bratislava. Come da tradizione, anche a questo “Gymnich” parteciperanno i rappresentanti del Paesi candidati all’adesione all’Unione. Oltre il Montenegro, la Serbia, l’Albania e l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia, partecipa dunque anche la Turchia, rappresentata dal ministro Omer Celik, che interverrà con un punto sulla condizione del Paese dopo il fallito golpe del 15 luglio. (@annaaserafini)

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