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Migranti, UNHCR: 4.176 morti e dispersi nel Mediterraneo nell’ultimo anno. A Roma sit-in per la pace in Siria

ROMA, 2 Settembre – “Chiediamo che gli aiuti umanitari arrivino alle popolazioni”. “Chiediamo alla comunità internazionale la fine degli attacchi sulla popolazione: i bombardamenti su Aleppo hanno provocato una crescita esponenziale di bambini tra le vittime”. “Aleppo è la nuova Sarajevo”. Numerose associazioni umanitarie e molte di stampo giornalistico si sono riunite oggi a Piazza Sant’Apostoli a Roma per un “sit-in per la pace” in Siria, per dare voce all’appello #StopBombeInSiria. L’iniziativa ha luogo proprio a un anno dal ritrovamento del corpo del piccolo Aylan sulla spiaggia di Bodrum, Turchia, il piccolo che scappava con la famiglia da Kobane verso la costa greca di Kos. In occasione del triste anniversario l’agenzia Onu per i rifugiati (UNHCR) annuncia che sono 4.176 le persone morte o disperse nel Mediterraneo nell’ultimo anno, in media 11 persone al giorno. Ed Amnesty aggiunge: “Metà della popolazione della Siria non ha più una casa, 470mila persone hanno perso la vita, 1,9 milioni sono rimaste ferite o mutilate, l’aspettativa di vita è passata dai 70 ai 55 anni. Solo ad Aleppo hanno perso la vita, da fine luglio, 350 bambini e più di 100mila sono intrappolati nella parte orientale della città”.

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Secondo i dati UNHCR, nei primi otto mesi del 2016 circa 281.740 persone hanno tentato la pericolosa traversata in mare verso l’Europa. Il numero di rifugiati e migranti in arrivo in Grecia è considerevolmente diminuito a seguito dell’attuazione dell’accordo tra Unione Europea e Turchia e della chiusura della cosiddetta rotta balcanica, passando dagli oltre 67.000 arrivi di gennaio ai 3.437 di agosto. Il numero di arrivi in Italia è rimasto sostanzialmente stabile con circa 115.000 rifugiati e
migranti sbarcati nel paese alla fine di agosto, in linea con i 116.000 arrivi registrati nello stesso periodo dello scorso anno.

Dall’inizio del 2016 una persona ogni 42 che hanno tentato la traversata dal Nord Africa verso l’Italia ha perso la vita, rispetto al  dato di 1 ogni 52 dello scorso anno. A fronte di questi dati, il 2016 risulta ad oggi l’anno col tasso di mortalità più alto mai registrato nel Mediterraneo centrale. Le probabilità di perdere la vita lungo la rotta che dalla Libia porta all’Italia sono dieci volte superiori a quelle che si
corrono tentando la traversata dalla Turchia alla Grecia.

“Questi numeri – è detto in una nota – evidenziano la necessità che gli Stati aumentino con urgenza i canali di accesso alternativi per i rifugiati, tra cui reinsediamento, programmi di sponsorizzazione privata, il ricongiungimento familiare e borse di studio per gli studenti, affichè non debbano ricorrere a queste pericolose traversate ed affidarsi ai trafficanti. L’arrivo di oltre un milione di rifugiati e migranti in Europa lo scorso anno ha anche provocato atti d’ostilità e tensioni nelle comunità ospitanti. Rifugiati e migranti sono stati oggetto di attacchi razzisti e xenofobi e
vittime di pregiudizi e discriminazioni. Ora, per l’Europa, la sfida principale rimane quella di fornire ai rifugiati il supporto e i servizi di cui hanno bisogno per integrarsi con successo e poter contribuire attivamente alla società, dandogli la possibilità di mettere a disposizione le loro capacità e la
loro determinazione e arricchendone la cultura, nel loro impegno a ricostruirsi una vita nei paesi che li hanno accolti”. L’Unhcr esorta “vivamente i governi e i loro partner nazionali ad impegnarsi per lo sviluppo e l’attuazione di piani nazionali complessivi di integrazione. I numerosi contributi che i rifugiati apportano alla loro nuova società devono essere riconosciuti”. L’Unhcr “chiede inoltre un chiaro impegno per la prevenzione della discriminazione, la promozione dell’inclusione e la lotta contro il razzismo e la xenofobia”. (Fonte ANSA)

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