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Beatrice Vio a Rio 2016: conto alla rovescia alle gare, pensando a Tokyo e Roma

Beatrice Vio

RIO DE JANEIRO, 5 SETTEMBRE – In valigia il pupazzo portafortuna Squaqquero, la vigilia di partire per il Brasile un piatto di pasta in famiglia. Per la campionessa di scherma veneziana Beatrice  Vio, conosciuta come “Bebe”, il solo pensiero di partecipare alle Paralimpiadi di Rio crea una grande emozione. Il conto alla rovescia delle gare paralimpiche per la diciannovenne plurititolata di Mogliano e’ quasi completato: fioretto individuale il 14 settembre, a squadre il 16, entrambe alla Carioca Arena 3.

Beatrice Vio

Beatrice Vio

Bebe è nata a Venezia il 4 marzo del 1997. Fin da bambina è sempre stata vivace e piena di interessi: la scuola, il disegno, gli Scout e soprattutto la scherma. All’età di 11 anni un’improvvisa meningite le ha portato via le braccia e le gambe. Uno dei suoi più grandi desideri era quello di poter tornare a fare sport e ci è riuscita, assieme alla Art4sport Onlus e a un team di tecnici specializzati.

“Da amputata non sapevo che avrei potuto riprendere a fare sport. Gli amputati non sanno di avere queste possibilità. Volevo tirar fuori i disabili dalle case, allontanarli dalla tv e portarli a divertirsi”, ha detto l’atleta delle Fiamme Oro, testimonial della Giornata Mondiale Contro la Meningite e che questa settimana e’ protagonista della campagna targata Aifi (Associazione Italiana Fisioterapisti) partita oggi e che raggiungerà il suo culmine in occasione della giornata mondiale della fisioterapia prevista per l’8 settembre. La WCPT (World Confederation for Physical Therapist) è il promotore ufficiale della giornata da ormai diversi anni. La Giornata Mondiale della Fisioterapia consente ai fisioterapisti e alle organizzazioni di tutto il mondo di
celebrare il loro contributo alla
salute delle persone.

Grazie alla scherma paralitica Bebe sta vivendo delle esperienze meravigliose che le stanno riempiendo la vita di soddisfazioni. «Ho capito che mi stava piacendo molto di più la scherma in carrozzina rispetto a quella in piedi. Nella scherma in piedi se hai paura puoi scappare in fondo alla pedana, da seduta invece sei lì bloccata. Non puoi scappare. Non puoi avere paura.»

Dal 2010 è tornata a gareggiare collezionando successi: dopo aver vinto gli Europei e la Coppa del Mondo nel 2014, i Mondiali e di nuovo la Coppa del Mondo nel 2015, ha continuato con determinazione la scalata verso le Paralimpiadi di Rio 2016.

Li’ le sue avversarie più temibili saranno le cinesi e le asiatiche in generale. Ma attenzione a non sottovalutare nessuna: se lo fai sei spacciata”, ha detto la campionessa in una intervista pre-Giochi la Gazzettino.

Beatrice tedofora a Trafalgar Square

Beatrice tedofora a Trafalgar Square

Per Bebe, che a Londra ha portato la fiaccola, Rio e’ una tappa che guarda lontano. Se il suo sogno e’ di “unificare tutti gli sporti, olimpici e paralimpici, e fare in modo che le gare più’ importanti siano realizzate in contemporanea”, la Vio guarda a Tokyo 2020 e spera in Roma 2024. “Il mio sogno è di fare l’ultima Olimpiade proprio nella Capitale”, spiega la promessa della scherma paralimpica intervistata da un gruppo di giovanissimi atleti per il Comitato Promotore Roma 2024: “Ci meritiamo i Giochi, Roma è Roma e proprio qui nel ’60 ci sono state le prime vere Paralimpiadi, mi vengono i brividi solo a pensare che abbiamo la possibilità di organizzarle di nuovo”. (@OnuItalia)

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