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#EmergencyLessons in Iraq, Ali e Gaith raccontano la loro scuola in tempo di guerra

#EmergencyLessons Ali e Gaith
Unicef

Un fotogramma del video

ROMA,  6 SETTEMBRE – Per non perdere mai la fiducia nel futuro, la speranza che quando un giorno taceranno  le armi la vita possa riprendere e i bambini colpiti dai conflitti possano alla fine costruirsi un futuro, è necessario anche tenere viva l’istruzione e il concetto che spesso è dalla scuola che si deve ripartire.  Nell’ambito della campagna #EmergencyLessons, UNICEF e UE hanno così lanciato in questi giorni la quarta video-storia «Ali e Gaith: Il mio percorso per andare a scuola» ambientata in Iraq per sottolineare l’importanza dell’istruzione per i bambini colpiti da conflitti e disastri.  Questo video racconta la vita di due piccoli che vivono nel campo di Harsham, nel Nord dell’Iraq.

Alì, fuggito da Mosul, dalla guerra racconta:  «Le persone sono morte e tante cose brutte sono accadute. Avevo molta paura delle bombe e di essere colpito. A Mosul camminavamo per andare a scuola su strade di cemento e mai di fango… Mi manca la mia scuola a Mosul. Tutti i miei amici erano lì, imparavamo tante cose e potevamo tornare a casa insieme».  Ad aiutarli ad andare avanti è la loro amicizia e…la scuola. Nel video i due mostrano i loro libri, le aule prefabbricate, il campetto di calcio, e la mulattiera che devono percorre per raggiungere le aule, ben diversa dalla strada asfaltata che percorrevano nella loro città.

Negli ultimi due anni il conflitto in Iraq ha costretto oltre 3,4 milioni di iracheni a fuggire dalle loro case; 10 milioni di iracheni, quasi un terzo della popolazione, necessitano di assistenza umanitaria urgente. L’Iraq oggi ospita circa 250.000 rifugiati siriani. Questa crisi ha colpito duramente i bambini in Iraq: quasi 2 milioni in tutto il paese sono esclusi dall’accesso a scuola.

La campagna #EmergencyLessons si basa sulle esperienze di vita dei bambini che vivono in emergenza in paesi come Guinea, Iraq, Nepal e Ucraina. Le loro storie personali sulla straordinaria difficoltà che affrontano per accedere a un’istruzione ci dimostrano perché i bambini possono e devono continuare ad imparare. La mancanza di accesso all’istruzione influenza direttamente la sicurezza e il benessere dei bambini. Quando ragazzi e ragazze non vanno a scuola sono più esposti a rischio di violenza, sfruttamento, abuso e abbandono.

Unicef

Emergency lesson in Africa

Ancora oggi nel mondo, circa 1 bambino su 4 in età scolare – vale a dire 462 milioni – vive in uno dei 35 paesi colpiti da crisi, compresi i circa 75 milioni di bambini (di cui 16 milioni rifugiati) che hanno disperato bisogno di supporto per l’istruzione. Le ragazze che vivono in paesi colpiti da conflitti hanno 2,5 volte maggiore probabilità di essere escluse dalla scuola rispetto ai ragazzi.

La campagna di sensibilizzazione UNICEF-UE #EmergencyLessons ha l’obiettivo di raggiungere, attraverso i social media, 20 milioni di persone in Europa, in particolar modo i giovani con meno di 25 anni in Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Slovenia, Slovacchia e Regno Unito, e ispirarli a supportare milioni di bambini e adolescenti che hanno interrotto il percorso scolastico a causa delle emergenze. Con questo video viene chiesto ai ragazzi di raccontare il percorso per andare a scuola e di condividere il video sui social.

Nell’ambito del progetto, in questi giorni è in missione in Giordania – nel campo profughi di Zaatari – Jovana Kuzman, Giovane Ambasciatrice per l’Italia della campagna, che visiterà alcune scuole finanziate da UE-UNICEF.

(@novellatop,  6 settembre 2016)

 

 

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts