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Migrazioni: G20 firma impegno, ma per Amnesty è ‘documento ipocrita’

Tusk aveva lanciato appello: 'Europa al limite dell'accoglienza'

G20 Cerimonia di apertura

HANGZHOU, 6 SETTEMBRE  –  ”Gli spostamenti forzati di massa, senza precedenti dalla Seconda Guerra Mondiale, specialmente quelli generati da conflitti violenti, sono un problema globale”. Servono quindi ”sforzi globali concertati per affrontarne gli effetti, il bisogno di protezione e le cause prime della crisi dei rifugiati in modo da dividere il peso che ad essa è associato”. Il G20 appena conclusosi a Hangzhou, in Cina, affronta il problema dei migranti e cerca di dare una risposta al ”grido di dolore” lanciato proprio dal vertice  dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, secondo il quale la capacità di accoglienza dei rifugiati in Europa è “vicina al suo limite”.

Proprio all’inizio della riunione Tusk ha fatto appello alle altre potenze del G20 ad assumersi le proprie responsabilità. “Dobbiamo essere realisti e pragmatici – ha spiegato – Il problema non sono solamente i rifugiati che vengono da Paesi in guerra come la Siria. Noi stiamo parlando di 60-70 milioni di profughi nel mondo, un fenomeno che inizia anche qui in Asia”. G20

I leader della Terra anno risposto con quella che secondo alcuni è apparsa come una presa di coscienza, e secondo altri come l’ennesima ”ipocrisia” del mondo nei confronti di un problema che sembra toccare solo alcuni paesi europei, l’Italia tra questi.
Nelle conclusioni del vertice, c’è un appello a ”rafforzare l’assistenza umanitaria per i rifugiati e il reinsediamento”. Tutti gli Stati sono chiamati ”in base alla loro capacità individuali, a incrementre gli aiuti alle organizzazioni internazionali rilevanti per aumentare la loro capacità di assistenza nei Paesi interessati, intensificando gli sforzi per trovare soluzioni durevoli, in particolare per le situazioni di rifugiati protratte e, riguardo a questo, rafforzando i contributi ai Paesi ospitanti per sviluppare l’assistenza”.
Il G20 supporta ”gli sforzi internazionali per rispondere alla crisi in corso e dà rilievo agli incontri di alto livello che si terranno durante l’assemblea generale dell’Onu”. Sottolineano inoltre lo sforzo della Banca Mondale a lavorare con altre organizzazioni internazionali e i suoi azionisti per sviluppare un piattaforma di risposta alla crisi globale per assistere rifugiati e comunità ospitanti nei paesi a basso e medio reddito”. ”Il G20 – si legge ancora nel documento – continuerà ad affrontare gli spostamenti forzati nel 2017 con lo scopo di sviluppare azioni concrete. Il G20 esaminerà anche i temi della migrazione nel 2017”.
Fin qui il testo di un ‘goodwill paper’ che subito alcune organizzazioni, Amnesty International in testa, hanno definito ”un appello ipocrita”.

G20

La Foto ufficiale

Scrive Amnesty: “Meno della metà dei paesi membri attualmente procede al reinsediamento. Solo il Canada ha mostrato vera apertura”. E aggiunge: “La Dichiarazione del vertice del G20 di Hangzhou che chiede una maggiore ‘condivisione degli oneri’ per affrontare la crisi dei rifugiati rivela quanto poco la maggior parte dei paesi del G20 abbia fatto finora per condividere la responsabilità”. Ci sono attualmente 27 paesi del mondo con programmi regolari per il reinsediamento dei rifugiati. Solo 9 di loro fanno parte del G20. Nel G20 solo il Canada ha dimostrato vera apertura sul reinsediamento, accogliendo 25 mila rifugiati dalla Siria dalla fine del 2015 e indicando che ne prenderà ancora. La posizione forte della Germania, che ha accettato più di un milione di rifugiati, è ineguagliata da altri membri europei del G20″.

“La dichiarazione del G20 che l’ ‘onere’ rifugiato deve essere condiviso suona molto ipocrita, dal momento che molti paesi del G20 non si assumono la loro giusta parte di responsabilità globale per i rifugiati e un vertice delle Nazioni Unite alla fine del mese è destinato a fallire nel trovare un accordo”, ha dichiarato Audrey Gaughran, direttrice del programma Temi globali di Amnesty International.

“In questo momento molti paesi del G20 stanno attivamente bloccando piani globali di condivisione della responsabilità per i rifugiati di tutto il mondo. Nei colloqui delle Nazioni Unite, invece di sostenere una proposta di soluzione globale per la crisi dei rifugiati, l’Unione Europea, la Russia e la Cina hanno deciso di continuare a far parte del problema, dando priorità ai loro ristretti interessi nazionali e rifiutando misure concrete. Sembra che alcuni membri del G20 dicano una cosa in pubblico e un’altra a porte chiuse. I paesi del G20 devono fare molto di più per aiutare i rifugiati prima che questa dichiarazione possa essere vista come qualcosa di diverso da insensibile ipocrisia”.

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts