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Terremoto Myanmar, l’ambasciatore italiano Aliberti aiuta a rimuovere le macerie a Bagan

Dal 2011 dall'Italia aiuti per tutela e promozione del sito archeologico e del patrimonio culturale del Paese

NEW YORK – Non solo l’Italia centrale. Anche il Myanmar è stato colpito da un violento terremoto (magnitudo 6,8 della scala Richter) quel triste 24 agosto. E come nel nostro Paese, così anche in quello asiatico la distruzione ha colpito oltre le persone, l’arte e la cultura frutto del territorio. A Bagan, antica capitale di vari regni dell’ex Birmania, uno dei siti archeologici più ricchi del Sud-Est asiatico, il sisma ha distrutto o danneggiato decine di templi. A dare una mano, scavando tra la macerie, recuperando e mettendo in sicurezza pezzi di storia, l’ambasciatore italiano in Myanmar Pier Giorgio Aliberti. Il suo impegno si inserisce in una posizione di sostegno alla conservazione e promozione del patrimonio culturale del Paese portata avanti dall’Italia da diversi anni, anche in funzione della candidatura dei tesori di Bagan alla lista del patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

ali3Se in Italia almeno 293 edifici catalogati come proprietà culturali sono crollati o gravemente danneggiati, come ha riferito il Ministro Dario Franceschini, che ha presto attivato i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio nell’ambito della nuova task force dell’UNESCO Unite4Heritage, in Myanmar a risentire della scossa è stato proprio il sito archeologico di Bagan che sarebbe stato candidato nel 2017, secondo quanto riferiscono fonti locali, per una valutazione l’anno successivo.

Un nuovo accordo di cooperazione tecnico-scientifica per la valorizzazione culturale e turistica di  Myanmar era stato firmato a giugno dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni, facendo seguito alla richiesta del presidente della Repubblica U Htin Kyaw e inserendosi in una scia di interventi promossi dalla Cooperazione italiana a tutela del patrimonio culturale del Paese.

Il contributo italiano al patrimonio culturale del Myanmar ha avuto inizio nel 2011 e ammontava nel 2015 a 1,4 milioni di dollari. I progetti realizzati, attuati dall’Unesco, hanno consentito al Ministero della Cultura di lavorare a importanti siti del proprio patrimonio culturale (le Antiche Città di Pyu, inserite nelle liste UNESCO nel 2014, e l’area archeologica di Bagan). Queste operazioni sono state rese possibili anche grazie all’expertise di due note organizzazioni di base in Italia, quali l’ICCROM e la Fondazione Lerici.

L’impegno italiano nel sostenere il patrimonio culturale del Myanmar e il suo utilizzo sostenibile è in linea con le priorità della Cooperazione Italiana allo Sviluppo nel Paese e rafforza gli sforzi dell’Italia nella promozione dello sviluppo delle aree rurali, dove vive il 76 per cento della popolazione più svantaggiata del Paese. (@annaaserafini)

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