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Cate Blanchett e un cast stellare per i rifugiati: un video “dalla loro parte”

(Di Anna Serafini)

NEW YORK, 13 Settembre – Una coscienza collettiva che si esprime in un umano, sofferto flusso di coscienza. E’ la concitata preparazione di un viaggio sulla terra e sulle acque che separano la sicurezza di una meta lontana dalla violenza e dalla paura, sovrane nella terra natale. Cate Blanchett, già premio Oscar per Blue Jasmine e The Aviator, mette tutto il suo potere di attrice a servizio dei rifugiati e dell’agenzia ONU a loro dedicata, UNHCR, di cui è ambasciatrice. A suo fianco i colleghi Keira Knightley, Juliet Stevenson, Peter Capaldi, Stanley Tucci, Chiwetel Ejiofor, Kit Harington, Douglas Booth, Jesse Eisenberg e Neil Gaiman. Insieme, puliti nell’interpretazione, per questo potenti, danno voce ai 65 milioni di uomini, donne e bambini costretti ad abbandonare la propria casa per costruirne un’altra altrove. Il video, cuore della campagna #WithRefugees, invita a firmare l’omonimo appello volto a chiedere ai capi di Stato e di governo che siano offerti loro gli strumenti necessari per iniziare una nuova vita. La petizione, che ha già raggiunto oltre 90mila firmatari, verrà consegnata il 16 settembre al segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e al nuovo Presidente dell’Assemblea Generale Peter Thomson, a tre giorni dal summit sulle migrazioni al quartier generale dell’Organizzazione.

“La cosa più dolorosa di essere un rifugiato è che ti svegli un giorno e scopri che hai perso la tua libertà e non puoi più decidere sulla tua vita. E’ come se ti si chiudesse tutto in faccia e non ci fosse nient’altro che il mare. Nient’altro che il mare per uscirne ed essere liberi”, dice Blachett con lo sguardo fisso verso la quarta parete e una forza evocativa rafforzata dalle fotografie dei tanti che si alternano ai piani sugli attori. E’ alle storie di chi fugge, alle loro testimonianze, alle scene di coraggio e disperazione immortalate dai colori o dai bianco e neri in sequenza che è ispirato il testo di Jenifer Toksvig, “What They Took With Them”, (Cosa hanno portato con loro).

Beni di prima necessità, antidolorifici, qualche cracker, le chiavi di casa, articoli sacri, vestiti, fotografie, ricordi, gioielli: oggetto dopo oggetto,  si susseguono personalità, emergono persone, i loro tratti – dalla caparbietà all’insicurezza – , le loro ferite – il ricordo di un padre che non c’è più – i loro perché. La forza di Blanchett e del cast stellare che la circonda sta nell’essersi fatta davvero ambasciatrice di questi 65milioni forzati ad abbandonare le loro radici, il 21° Stato più popoloso al mondo, quello più giovane e col più alto tasso di crescita demografica, come l’ha descritto martedì Save The Children considerandoli nel complesso. (@annaaserafini)

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