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Sviluppo rurale: IFAD, crescita non basta per fame zero; Gentiloni, Italia fa la sua parte

ROMA, 14 SETTEMBRE –  “La sfida dello sviluppo rurale è una sfida decisiva non solo per le centinaia di milioni di poveri nel mondo ma anche una sfida determinante per noi perche’ riguarda anche la capacità di incidere su
problemi globali come i cambiamenti climatici, o il controllo dei flussi migratori. E l’Italia può dare il suo contributo”. Lo ha detto il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, aprendo alla Farnesina la presentazione del Rapporto Ifad 2016.

Per Gentiloni, il contributo dell’Italia “c’è giá da parte della Farnesina e della nostra cooperazione. Ma è un ruolo che vede partecipazione attiva del sistema economico italiano con il suo know how. Le Pmi italiane, molto specializzate in campo alimentare, possono fare molto, anche perchè lavorano con logica win-win e operano nei paesi in via di sviluppo non per sfruttare ma anche per contribuire allo sviluppo di quei paesi”.

Secondo il ministro, “l’agenda 2030 dell Onu si prefigge di raddoppiare la produttivitá e il reddito dei piccoli produttori ed è una sfida decisiva perchè i 3/4 delle persone che vivono in povertá vivono nelle aree rurali. Siamo tutti convinti del ruolo dell’urbanizzazione, ma non ci si può affidare solo all’urbanizzazione, altrimenti si rischiano nuovi squilibri e nuova povertá. Questa sfida non riguarda solo la povertá, ma anche i cambiamenti climatici, la riduzione dei conflitti la riduzione dei flussi migratori. Lo sviluppo e l’uscita della povertá nelle aree rurali – ha concluso – è una prospettiva irrinunciabile”.

Secondo l’IFAD, entro il 2050 il mondo ha bisogno di produrre il 60% in più di cibo, e tre quarti delle 800 milioni di persone che vivono in estrema povertà si trovano in aree rurali, due circostanze che rendono necessaria una trasformazione dell’agricoltura nei paesi in via di sviluppo. Lo afferma il ‘Rural Development Report’ presentato oggi a Roma dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad).

Il rapporto si basa sullo studio di 60 paesi in via di sviluppo, 39 dei quali hanno già in atto una trasformazione dell’economia che include anche l’agricoltura.
Nel mondo 2,5 miliardi di persone dipendono da piccole aziende agricole che producono l’80% del cibo consumato in Asia e Africa subsahariana. “Il rapporto – ha sottolineato Kanayo Nwanze, presidente dell’Ifad – dimostra la necessità di un
approccio molto più integrale e olistico nei confronti dell’economia”. (@OnuItalia)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts