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Sanita’: Raviglione (OMS), stiamo rischiando di perdere gli antibiotici

limitare uso antibiotici in zootecnia

FIRENZE, 24 SETTEMBRE – Nella sola Europa ogni anno ci sono 25.000 morti per infezioni resistenti: “Stiamo rischiando, e in effetti stiamo progredendo verso la perdita degli antibiotici, e verso un’era sostanzialmente post-antibiotica”. Lo ha detto Mario Raviglione, direttore del programma globale contro la tubercolosi dell’OMS, a proposito della risoluzione sul problema della resistenza agli antibiotici su cui giorni fa esperti da tutto il mondo di sono confrontati al Palazzo di Vetro.

“Nella sola Europa ci sono almeno 25mila morti all’anno a causa di infezioni che sono divenute resistenti al trattamento antibiotico, o in alcuni casi al trattamento
antivirale”, ha detto Raviglione a margine dei lavori del Forum della Leopolda sulla sostenibilità in sanità in corso a Firenze.

“Nel 2050 potremmo arrivare a 10 milioni di morti all’anno per questo motivo e potremmo arrivare a spese di triliardi di dollari per i sistemi sanitari, spese che arrivano fino al 3,5% del Pil: quindi, o la cosa si arresta adesso o non si potrà. I governi a questo punto devono veramente rendersi conto che c’è necessità sia di misure di controllo della situazione attuale, che è già grave in sé, sia misure
relative alla ricerca”, ha detto l’esperto dell’organizzazione mondiale con sede a Ginevra.

Per Raviglione “c’è stato un abuso dell’uso di antibiotici, un mancato controllo sull’uso adeguato sia da parte degli operatori sanitari sia da parte dei cittadini. Comunemente si va dal medico per un raffreddore e si chiede un antibiotico”. Oltre all’educazione al corretto uso “ci vogliono laboratori adeguati” in grado di fare diagnostica adeguata e immediata di alcune infezioni che devono essere identificate paese per paese; un sistema di sorveglianza a livello nazionale che consenta di identificare dove si sta sviluppando una importante epidemia e arrestarla; un sistema di controllo della trasmissione, soprattutto negli ambienti ospedalieri dove i malati sono già di per sé immunocompromessi”.

Importante e’ anche limitare l’uso di antibiotici in zootecnia. “La maggior parte dell’uso di antibiotici oggi è nel settore veterinario, il 70%: si deve assolutamente arrivare anche lì a un meccanismo di controllo”. Operazione a suo avviso difficile, ma che deve essere massiccia nell’industria della riproduzione per l’alimentazione, che utilizza largamente antibiotici provocando la creazione di batteri resistenti per selezione: batteri che poi vengono trasmessi all’uomo”.(@Ansa).

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