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Lo stretto di Messina a nuoto, Richard Branson e Adrian Grenier per la salute degli oceani

Image from Ocean Unite

ROMA, 27 Settembre – Aveva detto che lo avrebbe fatto e così è stato. Richard Branson, fondatore del Virgin Group, ha attraversato lo stretto di Messina a nuoto, percorrendo 3,3 km con l’attore Adrian Grenier (“Il diavolo veste Prada”) per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salute degli oceani. L’iniziativa, parte della Virgin Strive Challange, sostiene l’obiettivo Goal 14.5 dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile – Conservare almeno il 10 per cento delle zone costiere e marine entro il 2020 -, ma rappresenta anche un invito all’azione: “Insieme dobbiamo cercare di fare ancora di più e raggiungere l’obiettivo scientificamente raccomandato di proteggerne il 30 per cento entro il 2030 “, ha scritto Branson sul suo sito web oggi, dopo aver portato a termine la sua missione.

La Virgin Strive Challenge è un viaggio di un mese, che comprende 70 km di escursione nel Nord Italia, una biciclettata fino al Sud Italia, una traversata a nuoto dello Stretto di Messina, poi di nuovo un percorso in mountain bike, in treno e una scalata fino all’Etna. Scopo della traversata, accendere i riflettori sui temi della pesca eccessiva, dell’inquinamento e del cambiamento climatico – un obiettivo che è stato raggiunto, come dimostra la campagna che sta avendo grande seguito sui social media.

“Le acque vicino al Sud Italia sono centri di biodiversità del Mediterraneo, in particolare il Canale di Sicilia. Sede di aree uniche con barriere coralline, vulcani sottomarini, canyon e una ricca vita marina con balene, delfini, squali, tartarughe e molte specie di pesci”. L’area – che è stata descritta come di importante significato ecologico dalla Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica e la Convenzione di Barcellona, come ha sottolineato Branson – “ha urgente bisogno di protezione”: “Il governo italiano deve agire, ma anche bisogno di essere affiancato da altri perché un’ampia area [da proteggere] si trova al di là delle 12 miglia nautiche delle acque nazionali italiane, dunque nelle acque internazionali del Mediterraneo. Dobbiamo dire no alle attività dannose e i governi devono lavorare insieme per fare in modo che l’area venga protetta [con la creazione di] una riserva marina”, ha dichiarato il fondatore del Virgin group.

L’importanza di investire in aree marine protette è stata ribadita in un evento di alto livello che si è tenuto il 22 settembre al quartier generale delle Nazioni Unite. Proteggere gli oceani e i mari con la creazione di aree marine protette è cruciale e richiede cooperazione tra le organizzazioni della società civile, filantropi e governi, hanno dichiarato in quell’occasione il sottosegretario Vincenzo Amendola e il Presidente dell’Assemblea Generale Peter Thomson. Il rappresentante permanente di Fiji ha anche sottolineato l’urgenza di “contrastare il cambiamento climatico”, in linea con quanto espresso da altri rappresentanti delle SIDS durante l’Assemblea Generale. (AS)

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