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La scuola RE:BUILD a Za’atari entra al MoMA: input Italia “architettura rifugiati”

mostra "Insecurities" aperta fino a gennaio

(di Alessandra Baldini)

NEW YORK, 2 OTTOBRE –  L’hanno costruita in due settimane senza acqua o elettricità, ma con materiali letteralmente reperibili in loco, sei profughi siriani senza esperienza nell’edilizia. Nel campo profughi di Za’atari in Giordania l’italiana Building Peace Foundation ha realizzato in tempi record una scuola riutilizzabile per 250 bambini in doppio turno. Il progetto RE:BUILD e’ uno dei fiori all’occhiello di “Insecurities“, la prima mostra sull’architettura del “displacement” inaugurata al MoMA mentre il mondo commemora la tragedia dei morti del 3 ottobre a Lampedusa.

img_2212La scuola RE:BUILD e’ una delle sei realizzate in Giordania dalla Fondazione con sede a Udine,. Sotto la guida dell’architetto Cameron Sinclair, il fondatore di Architecture for Humanity, e in partnership con Save the Children JordanRelief International e la Jordan Hashemite Charity Organization, la fondazione creata da Luca Drigani, Dario Roustayan e Ilenia Moroso ha finora completato strutture riutilizzabili a Za’atari, e ad Amman, dando ospitalità a 1.250 bambini e donne siriane.

Altre due strutture saranno inaugurate il 5 ottobre  con UN Women e UNHCR. Il tutto sotto l’ombrello della Clinton Global Initiative e della TENT Alliance, l’iniziativa made in Usa per rifugiati lanciata da Hamdi Ulukaya, il re curdo dello yogurt Chobani.

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Con “Insecurities”, che si interroga su come ospitare nel modo migliore possibile decine di milioni di persone in fuga e in transito, e’ la seconda volta in pochi mesi che uno dei museo d’arte più celebri del mondo punta i riflettori sul mondo dei rifugiati.

"And they even accompanied me to Palermo"

“And they even accompanied me to Palermo”

La mostra fa seguito all’installazione Mapping Journey Project, una creazione dell’artista franco-marocchina Bouchra Khalili dedicata a otto viaggi della speranza da Africa e Medioriente verso l’Europa. Per questa seconda puntata, Sean Anderson, il curatore, ha passato settimane tra Giordania e Libano, ma anche Italia e Sri Lanka cercando di immedesimarsi nella vita quotidiana della Refugee Nation, quella “nazione non nazione” di oltre 65 milioni di persone che quest’anno per la prima volta ha gareggiato alle Olimpiadi.

IKEA-Refugee-Shelter2La casetta “flat pack” di Ikea come best practice facilmente trasportabile e’ agli antipodi delle baracche di latta dei campi in Libano e Giordania che diventano serre infuocate sotto il sole o delle tende di cartone in un accampamento di Dunkerque. Ma una volta che il visitatore fa il suo ingresso nella struttura componibile di 17 metri quadri – osserva Anderson – e’ inevitabile la domanda se “e’ questa una risposta?” e il suo contrappunto: “Ci sono soluzioni?”.

“Insecurities” non da’ risposte a questa domanda di fondo. La mostra esamina “best practices” e esperimenti falliti, ma offre anche una riflessione sul paradosso di campi nati per essere temporanei e che invece da decenni ospitano persone in fuga come Dadaab in Kenya, con una popolazione di 300 mila uomini donne e bambini, che celebra quest’anno il ventesimo anniversario della sua esistenza. Dadaab, Kakuma, Dollo Ado, Za’atari, e tanti altri sono “proto-citta'”, esempi sul nascere di metropoli dell’apolidia.

Un "super-adobe" di Khalil

Un “super-adobe” di Khalili

Ci sono proposte che non funzionano e altre che sono meglio di altre: oltre ai prefabbricati Ikea, realizzati in collaborazione con UNHCR e Better
Shelter, oltre alla scuoletta riutilizzabile di Za’atari, gli shelter di sacche di sabbia dell’architetto iraniano-americano Nader Khalili  (Cal-Earth) che sembrano trulli o “super-adobe” e possono essere assemblati a mano senza bisogno di speciali attrezzature o materiali in una frazione del tempo che occorrerebbe per un edificio tradizionale. (@alebal)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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