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Manservisi (UE) a Vita: su APS da Italia salto di qualita’, ora player in politica sviluppo

BRUXELLES, 4 OTTOBRE – “Mario Giro ha ragione”: con la firma in luglio della convenzione tra Ministero degli Esteri, Agenzia per la Cooperazione e Cassa Depositi e Prestiti a fianco del Ministero degli Esteri, l’Italia “può dirsi attrezzata per poter essere un attore importante nella politica di sviluppo europea”. Lo ha detto a Vita International Stefano Manservisi, che dal 16 maggio, dopo esser stato capo di gabinetto di Federica Mogherini, e’ tornato ad assumere le redini della Direzione Generale Sviluppo della UE (DEVCO): 2.800 persone tra Bruxelles e ambasciate e un portafoglio da 50 miliardi di Euro.

“Nel Trust Fund per l’Africa, l’Italia è il Paese che presenta il maggior numero di progetti, nel blending le cose si stanno muovendo nella direzione giusta. Ora è necessario che il sistema Italia produca delle capacità, un’inclusività e un percorso chiaro verso il target dello 0,7%. Non si può riconquistare credibilità soltanto con gli strumenti, così come non basta pensare di accedere meglio ai fondi europei. Ci vuole un’inversione di tendenza netta sull’APS e la necessità assoluta di non staccarsi mai dalla società civile italiana che nei momenti più bui della cooperazione è sempre stata un punto di riferimento riconosciuto da tutti. L’Italia sta finalmente compiendo un grande salto di qualità e, da europeo e da italiano, non posso che esserne felice”.

Bolognese, 62 anni, il suo curriculum parla da sé: portavoce della Commissione europea nell’era di Romano Prodi, poi Direttore della Cooperazione UE allo sviluppo, un passaggio alla DG Affari Interni (per occuparsi di migrazioni), un altro in Turchia per dirigere la Delegazione europea ad Ankara e la nomina nel 2014 a fianco della Mogherini. Dal maggio Stefano Manservisi è tornato ad assumere le redini della DG Sviluppo (DEVCO). Nell’intervista a Joshua Massarenti di Vita spiega perché la coooperazione internazionale targata Ue volterà pagina.

Secondo il Direttore del DEVCO, i grandi building blocks sui quali l’UE può fare la differenza vanno dalla priorita’ alle persone “perché non bisogna mai perdere di vista l’obiettivo centrale: rendere il presente e il futuro di ogni essere umano migliore”, alle problematiche attinenti allo State Building, cioè alla capacità del cittadino di darsi delle istituzioni che in modo credibile possono contribuire alla pace e alla stabilità, alla gestione dei flussi migratori, ad una governance che evolva in modo chiaro verso la democrazia e il rispetto dei diritti dell’uomo. Il terzo blocco riguarda lo sviluppo sostenibile che implica puntare sull’energia rinnovabile. La quarta priorità è la creazione di posti di lavoro, specialmente per i giovani, che sono la maggioranza soprattutto nei Paesi del Sud del mondo.

In questo panorama la questione dei flussi migratori e’ centrale:  “Al di la’ dell’urgenza di salvare vite umane e togliere i flussi dalle grinfie dei trafficanti , abbiamo una responsabilità comune con i Paesi di origine affinché questi flussi vengano gestiti nell’interesse delle persone e aiutare le persone che ritornano in questi paesi a potersi reintegrare. In questo contesto, la politica di sviluppo non può stare ferma a guardare, anzi può aiutare i paesi tanto ad affrontare le cause profonde che costringono le persone a emigrare quanto a gestire le loro frontiere. Questo è il senso del Migration Compact su cui l’Italia si è molto impegnata”.

Altrettanto centrale e’ il ruolo della societa’ civile: “Ho coltivato e continuo a coltivare un’ammirazione notevole nei confronti della società civile europea che, nei momenti più difficili della cooperazione allo sviluppo, e penso in particolar modo al nostro Paese, si è sempre illustrata per la sua grandissima generosità in termini di creatività, attivismo e volontariato. Nonostante i pochi mezzi a disposizione, le ONG sono state protragoniste di esperienze di eccellenza, come quelle portate avanti da Medici con l’Africa CUAMM, giusto per citarne uno, ma la lista è lunga”.

Per leggere l’intervista integrale a Vita cliccare qui. (@OnuItalia)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts