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Clima, l’accordo di Parigi entrerà in vigore il 4 novembre. Superata la doppia soglia

NEW YORK, 5 Ottobre – “Sono lieto di annunciare che oggi l’accordo di Parigi supererà la seconda e ultima soglia necessaria per l’entrata in vigore ed entrerà in vigore il 4 novembre 2016,” ha annunciato oggi il Segretario dell’Onu Ban Ki-moon, affermando che “lo slancio globale per far sì che l’accordo di Parigi entri in vigore nel 2016 è stata notevole. Ciò che una volta sembrava impensabile è ormai inarrestabile”.

Dopo il voto del Parlamento europeo di ieri che aveva approvato la ratifica dell’accordo sul clima, l’Unione europea e Austria, Francia, Germania, Ungheria, Malta, Portogallo e Slovacchia (che avevano già ratificato l’accordo) hanno depositato oggi gli strumenti di ratifica. Quella di mercoledì è stata anche la giornata della Bolivia, del Canada e del Nepal. E’ stata superata così la soglia di copertura del 55% delle emissioni globali necessaria perché l’accordo possa entrare in vigore.

Ciò avverrà a 30 giorni dalla data di consegna degli strumenti di ratifica. Mentre la soglia minima di 55 Paesi ratificanti era già stata raggiunta, quella sul 55% delle emissioni globali è stata ufficialmente superata oggi, “una giornata storica nella lotta per proteggere il nostro pianeta per le generazioni future”, ha commentato Barack Obama.

In virtù del risultato odierno, l’accordo entrerà in vigore a un mese da oggi, il 4 novembre, in tempo per la conferenza COP22 a Marrakech e prima delle elezioni presidenziali americane.

Sia Obama sia Ban, i cui mandati sono in scadenza nei prossimi mesi, hanno colto l’occasione per fare un punto del lavoro svolto. Il presidente americano ha ricordato il traguardo raggiunto alla conferenza sul clima di Copenaghen – stabilire il principio che tutte le nazioni devono svolgere il proprio ruolo nella lotta al cambiamento climatico – e gli investimenti USA sull’eolico e il solare. “Abbiamo fissato per la prima volta i criteri per limitare la quantità di inquinamento da carbonio che le centrali elettriche scaricano nell’aria che respirano i nostri figli”.

“Negli ultimi dieci anni, ho lavorato incessantemente per unire i Paesi nell’accelerare la risposta globale ai cambiamenti climatici”, ha dichiarato Ban Ki-moon, incoraggiando tutti gli Stati a velocizzare i processi nazionali per la ratifica dell’accordo di Parigi in vista di COP22.

Nel frattempo, pure oggi, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha annunciato che è stato raggiunto un accordo sul nome di Antonio Guterres come prossimo Segretario generale dell’ONU: domani si andrà ufficialmente al voto.

Ieri Renzi aveva portato l’accordo sul clima in Consiglio dei Ministri. “L’Italia pensa ai suoi figli,” aveva twittato il capo del governo. Poche ore dopo, l’annuncio del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “Il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo di ratifica dell’accordo sul cambiamento climatico raggiunto a COP21. L’Italia è protagonista di uno sviluppo sostenibile globale. Ora serve veloce percorso in Parlamento”. Ad oggi, 73 paesi e l’Unione europea hanno aderito all’accordo. (@annaaserafini)

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