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Migrazioni: Premio Nansen UNCHR all’impegno dei volontari greci

Nansen I vincitori

GINEVRA, 6 OTTOBRE – Vigilia di Nobel per la pace. E intanto l’UNHCR ha premiato l’impegno eroico dei volontari greci consegnando il Premio Nansen per i Rifugiati 2016 all’ Hellenic

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Efi Latsoudi

Rescue Team (HRT) e a Efi Latsoudi del centro PIKPA sull’isola di Lesbo per il lavoro eccezionale svolto nel corso del 2015, quando hanno aiutato migliaia di rifugiati e migranti arrivati in Grecia, salvando vite umane durante la pericolosa traversata in mare e offrendo un rifugio sicuro ai più vulnerabili, una volta giunti a terra. Ciascun vincitore ha ricevuto la medaglia Nansen e 75mila dollari per finanziare un progetto, che integri il loro lavoro già in atto.

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L’ingresso del centro Pikpa

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, ha consegnato la medaglia Nansen ai vincitori e ha reso loro omaggio affermando che
”gli eroici sforzi umanitari di Efi e Konstantinos, e delle persone con cui lavorano, riflettono lo spirito di solidarietà che trascende l’intolleranza e si concentra sul salvataggio di vite umane, sul rinfrancare i cuori e sollevare gli animi…Si tratta di una generosità fatta in casa: è la somma di atti semplici e può essere davvero potente. E questo è ciò che motiva i nostri due vincitori, che sanno in prima persona che semplici gesti di umanità possono portare a qualcosa di miracoloso”.
Efi Latsoudi è una dei fondatori del centro PIKPA, un ex campo estivo per bambini che nel 2012 è stato trasformato con l’aiuto delle autorità locali in un porto sicuro per i rifugiati più vulnerabili. Durante il picco della crisi nel 2015, il PIKPA ha ospitato circa 600 rifugiati al giorno, nonostante una capacità di appena 150 posti. Dal 2012, il centro PIKPA ha aiutato più di 30.000 rifugiati.

”Questo premio è un riconoscimento per la nostra scelta consapevole di non negare la dignità agli esseri umani vulnerabili che sono arrivati a Lesbo e a quelli che non ce l’hanno fatta – ha dichiarato Latsoudi – Abbiamo pianto insieme a così tante madri in lutto per aver perso i loro bambini. Il drammatico aumento delle morti nel corso del 2015 è stato un incubo, ma non ci siamo arresi…Tutto quello che abbiamo ottenuto con la solidarietà, oggi abbiamo il dovere di difenderlo. Insieme perseveriamo e andiamo avanti”, ha continuato.

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Un’operazione di salvataggio

Konstantinos Mitragas ha ricevuto il premio a nome dell’Hellenic Rescue Team (HRT): ”Guerra, povertà e persecuzioni sono i fattori che costringono le persone a fuggire dai loro Paesi. Purtroppo, il magnifico Mar Egeo è diventato una delle rotte migratorie più mortali al mondo. Per la prima volta abbiamo visto esseri umani in condizioni di pericolo estremo, non ci abbiamo pensato due volte, abbiamo solo pensato a salvarli. Non abbiamo mai chiesto nessun riconoscimento. Siamo talmente soddisfatti dal sorriso della persona soccorsa, che questo è il nostro premio….un premio che appartiene a tutti i duemila soccorritori volontari dell’Hellenic Rescue Team che, lasciatemelo dire, sono degli eroi perché pensiamo che sia il nostro dovere rischiare la vita per salvare gli altri”.

Le cifre che riguardano l’immigrazione in Grecia sono spaventose: in qualità di segretario generale, Mitragas guida un team di oltre duemila volontari dell’Hellenic Rescue Team, che dal 1978 si prodigano in salvataggi nel Mar Egeo e nelle montagne greche. Nel 2015, i volontari hanno lavorato 24 ore su 24, rispondendo alle continue chiamate di soccorso nel mezzo della notte. Durante questo periodo sono stati impegnati in 1.035 operazioni di soccorso, che hanno permesso di salvare 2.500 vite umane e di assistere più di 7.000 persone. Oltre 850.000 persone sono arrivate via mare in Grecia nel 2015, con più di 500.000 sbarcati sull’isola di Lesbo. Nel mese di ottobre 2015, gli arrivi hanno raggiunto un picco di più di 10.000 al giorno, a causa dei conflitti in Siria, Afghanistan e Iraq. Purtroppo, si stima che più di 270 persone siano morte in acque greche nel corso dell’anno.

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Sull’isola di Lesbo

Per più di 60 anni, il Premio Nansen per i Rifugiati dell’UNHCR è stato attribuito a coloro che hanno dimostrato una straordinaria dedizione alla causa dei rifugiati. I vincitori del 2016 sono stati premiati in una cerimonia in cui si sono alternati discorsi ufficiali, poesie, spettacoli di danza e musica proposti dal cantante senegalese Baaba Maal; dalla campionessa mondiale di Slam Poetry del 2015 Emi Mahmoud; dal gruppo di danza professionale Grey People, e da Lyse Doucet, corrispondente capo sezione internazionale della BBC.
Tra i vincitori del Premio Nansen per i Rifugiati si annoverano nomi noti come Eleanor Roosevelt, Graça Machel e Luciano Pavarotti e altri di importanti eroi non celebri, come l’Hellenic Rescue Team ed Efi Latsoudi, che si sono dedicati a combattere le ingiustizie sofferte dai migranti forzati.

(@novellatop,  6 ottobre 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts