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Uragano Matthew ad Haiti: per Unicef a rischio 4 milioni di bambini

Una delle emergenze è il colera

Matthew Hurricane Matthew

PORT-AU-PRINCE, 7 OTTOBRE – Servono due milioni di dollari: nella semplicità di questa proposizione dell’Unicef è racchiuso ilo dramma che alcune zone dei Caraibi, e Haiti in particolare, stanno vivendo a causa dell’uragano  ‘Matthew’ (categoria 4 su un massimo di 5)  il più devastante a colpire l’isola da più di 50 anni. Il suo arrivo sulla costa meridionale dell’isola caraibica, con piogge torrenziali e venti fino a 230 km/h, ha provocato un numero ancora imprecisato di vittime, danni ingentissimi (tra cui il crollo dell’unico ponte che collega la capitale Port-au-Prince al sud del paese) e decine di migliaia di sfollati. E se sono 1,2 milioni gli abitanti nelle zone già colpite, molti di più (fra cui 4,1 milioni di bambini) sono gli abitanti esposti a rischio nelle aree ancora non raggiunte dall’uragano.Matthew

In previsione dell’arrivo di Matthew, l’UNICEF aveva predisposto aiuti umanitari per 10.000 persone: kit igienici, sostanze per rendere potabili le scorte idriche, zanzariere, tre convogli umanitari per raggiungere le zone colpite. Oggi dalla sede logistica UNICEF di Panama sono pronti a partire aiuti più consistenti. Lo staff dell’UNICEF Haiti ha una grande competenza nella gestione di crisi umanitarie (anche per l’esperienza del terremoto). Un team specializzato nella valutazione dei danni e dei bisogni urgenti dei bambini è già operativo, altri due sono pronti per entrare in azione.

L’UNICEF è stabilmente presente ad Haiti con uno staff di circa 80 operatori, in massima parte (82%) personale locale.

Matthew

Port-au-Prince

Dopo Matthew, l’emergenza è il colera

Haiti è il paese più povero del continente americano: i suoi tassi di mortalità materna e infantile, malnutrizione e diffusione di malattie sono paragonabili solo a quelli delle regioni più vulnerabili dell’Africa Subsahariana. Un quarto della popolazione vive in condizioni di estrema povertà, con meno di 2 dollari al giorno.
L’isola stenta ancora a riprendersi dalle conseguenze del terribile terremoto del gennaio 2010, e ben 55.000 persone vivono ancora in precari rifugi e baracche. Condizioni non molto diverse da quelle in cui si trovano centinaia di migliaia di abitanti degli slum, nella capitale Port-au-Prince e in altre  città, le cui baracche di legno e lamiera non offrono la minima garanzia di resistere alla furia di Matthew.

In queste circostanze le malattie veicolate dall’acqua rappresentano la principale minaccia per la salute dei bambini, spiega Marc Vincent, rappresentante UNICEF ad Haiti: ”La nostra massima priorità è assicurare che i bambini abbiano a disposizione sufficiente acqua potabile”, spiega.

Una delle minacce più temibili è certamente rappresentata dal colera, endemico nel paese. Nel solo 2016 sono stati registrati ben 27.000 casi di infezione. L’UNICEF ha predisposto un piano di emergenza per prevenire un’epidemia di colera, ma per fare fronte a questa crisi ha lanciato un appello urgente per 2 milioni di dollari.

(@novellatop,  7 ottobre  2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts