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Il post-Nino in Etiopia, con Fao e Ong lanciata la più grande campagna di semine

Etiopia

ROMA, 12 OTTOBRE  – La FAO ha coordinato una massiccia campagna in stretta collaborazione con il governo dell’Etiopia che è in procinto di completare una delle più grandi e di maggior successo campagne di distribuzione di sementi nella storia del paese, avviata per aiutare gli agricoltori a resistere di fronte alla gravissima siccità causata da El Niño. Più di 32.000 tonnellate di sementi sono state distribuite a circa 1,7 milioni di famiglie con gravi problemi d’insicurezza alimentare, in sei grandi regioni dell’Etiopia, dal governo, dalla FAO, da organizzazioni non governative e da altre agenzie umanitarie.Etiopia

Nel darne notizia, con malcelato orgoglio,  l’organizzazione dell’Onu per l’alimentazione, rileva che  ”questi sforzi congiunti hanno migliorato i preparativi per la critica stagione estiva della semina meher, da cui si stima provenga l’85% dell’approvvigionamento alimentare del paese”.

Fino ad oggi  la FAO ha distribuito direttamente circa 4.000 tonnellate di sementi a 168.000 famiglie. Si stima che circa 78.000 ettari di terreno siano stati coltivati con una resa probabile di circa 170.000 tonnellate di produzione agricola. Con una media stimata di una tonnellata di colture a famiglia l’anno, pari a circa 0,2 tonnellate a persona, le famiglie beneficiarie possono adesso essere in grado di soddisfare il proprio fabbisogno alimentare minimo per almeno 8-10 mesi.

EtiopiaLa siccità indotta da El Niño ha provocato il fallimento di due stagioni di semina nel 2015, in un paese come l’Etiopia che dipende molto dall’agricoltura, decimando le riserve di sementi delle famiglie e compromettendo gravemente la sicurezza alimentare nazionale. A causa della siccità, dall’inizio del 2016 vi sono state 10,2 milioni di persone in condizioni di mancanza di cibo e di assistenza d’emergenza. Si stima che circa 9,7 milioni di etiopi richiedano ancora assistenza.

Una recente valutazione della FAO ha evidenziato che l’operazione di distribuzione delle sementi di emergenza avrà un notevole impatto sul raccolto 2016/17. “Le proiezioni sono che il raccolto 2016/17 in Etiopia sarà nella media se non al di sopra – un risultato enorme considerato che segue a una delle peggiori siccità che si ricordino”, ha detto Amadou Allahoury, rappresentante della FAO in Etiopia. “Sia il governo che le agenzie umanitarie si sono mossi rapidamente per assistere le comunità colpite dalla crisi, uno sforzo che siamo orgogliosi di sostenere”, ha aggiunto.

La FAO ha condotto la valutazione nei mesi di agosto e settembre 2016 nelle zone maggiormente colpite dalla siccità, con una particolare attenzione alle regioni dipendenti dalla produzione agricola di Amhara, Oromiya, Southern Nations, Nationalities e Popoli e Tigray. Circa la metà dei beneficiari, da famiglie selezionate a caso intervistate dopo la distribuzione, ha indicato che i loro mezzi di sussistenza sarebbero stati in grave pericolo se non avessero ricevuto le sementi di emergenza per la stagione meher.Etiopia

“Pensavo che non sarei stato in grado di piantare grano quest’anno. Quando il comitato del villaggio mi ha comunicato che avrei ricevuto sementi mi sono enormemente rincuorato per il fatto che sarei stato in grado di continuare a lavorare la mia terra e sfamare la mia famiglia”, dice Mitiku Tefera, un piccolo coltivatore di Werababo, Sud Wollo, che si trova negli altopiani della regione Amhara. Oltre il 93% dei beneficiari ha affermato che i fattori di produzione agricoli erano stati distribuiti in tempo per la stagione meher 2016 e che avevano ricevuto il loro tipo di semente preferito. E quasi tutti hanno fatto notare che le sementi erano di buona qualità.

Si stima che l’Etiopia abbia bisogno di ulteriori 45 milioni di dollari per il settore agricolo e per quello zootecnico per soccorrere agricoltori e pastori colpiti, portando il fabbisogno totale per il settore agricolo del paese a 91,3 milioni di dollari dall’inizio del 2016. La maggior parte di questi fondi, circa 36,2 milioni di dollari, è destinato a sostenere attività di salute animale, come vaccinazioni e trattamenti veterinari, con più di 2,4 milioni di famiglie che dipendono dall’allevamento di bestiame che richiedono assistenza fino alla fine dell’anno.

Sino ad ottobre 2016, la FAO ha mobilitato circa 14 milioni di dollari per rispondere alla crisi. L’Organizzazione richiede con urgenza un supplemento di 14 milioni di dollari a sostegno delle famiglie che dipendono dal bestiame per la propria sopravvivenza, fino alla fine del 2016.

(@novellatop,  12 ottobre  2016)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts