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Antipirateria, dopo sei mesi di impegno torna in Italia Nave Euro

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TARANTO,  14 OTTOBRE – E’ rientrata nei giorni scorsi a Taranto – da dove era salpata il 19 marzo – la fregata italiana Euro, dopo oltre 6  mesi nelle acque del Corno d’Africa e dell’Oceano Indiano. Al comando del Capitano di Fregata Giuseppe Massimiliano Aletta, con circa 180 membri di equipaggio, nave Euro è stata integrata nella Task Force 465 in missione antipirateria ed a tutela della libera navigazione e del libero commercio sui mari.

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L’arrivo a Taranto

La sicurezza e la salvaguardia dei traffici marittimi sono state al centro della missione assegnata, una missione di fatto implicita nelle attività delle Marine di tutto il mondo che la assolvono in modo particolare nelle aree in cui la libera navigazione è messa in pericolo da situazioni contingenti quali, come in questo caso,  la pirateria marittima.

Qualche cifra

Sul mare si sviluppa il 90% del commercio internazionale, circa il 5% dell’economia mondiale con quasi 380 miliardi di dollari di fatturato annuo. Il settore dei trasporti marittimi italiani è secondo in Europa, dopo la Grecia, e quarto nel mondo dopo Cina, Grecia e Giappone. Inoltre il 51% del commercio estero italiano utilizza la via del mare mentre l’importazione di petrolio la utilizza per il 100%. Il Mediterraneo è interessato dal  19% del traffico mercantile mondiale, dal 30% del commercio di petrolio mondiale e rappresenta il 65% delle risorse energetiche Europee. Sono questi i numeri che l’Equipaggio di Nave Euro ha tutelato in un tratto di mare che rappresenta una delle due uniche vie di accesso al Mediterraneo e di approdo in Italia. Da questi numeri si evince quanto sia importante per il nostro Paese la difesa, la sicurezza e la salvaguardia delle vie di comunicazione qualunque esse siano ed ovunque esse siano, anche oltre i confini geografici del Mar Mediterraneo. Una riduzione dei

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L’attracco

rischi significa  contenimento dei costi e sicurezza per gli equipaggi.

Le altre missioni

Ma nave Euro non ha fatto solo antipirateria. Sono state tante le attività a cui l’equipaggio è stato coinvolto.
Solo per citarne alcune, la nave ha portato a compimento la scorta di 3 mercantili del World Food Programme (WFP) garantendo la distribuzione di aiuti umanitari alla popolazione somala. Sono state portate a termine anche attività operative e significative ai fini del conseguimento della missione quali le Focused Operation, AETHER e MINERVA, con ben 89 friendly approaches su diverse imbarcazioni locali presenti in area e dalle quali sono state ottenute interessanti e significative informazioni sulle attività in mare e sulla costa.
Inoltre sono stati conseguiti importanti risultati anche sul fronte della cooperazione militare e delle esercitazioni multinazionali  assieme alle  Marine estere quali quella Omanita, Giapponese, Coreana, Tanzaniana e Gibutina. Questi ultimi due Paesi, in particolare,  continuano a rappresentare un ‘Regional Partner’ fondamentale nel contrasto al fenomeno della pirateria marittima nel Corno d’Africa.

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L’attesa in banchina

Sul piano della cooperazione civile-militare,  gli uomini e le donne di Nave Euro hanno portato a termine numerosi interventi di supporto e assistenza sociale ad alcune fasce disagiate della popolazione presso scuole, orfanotrofi ed ospedali in Tanzania e a Gibuti. Proprio nel porto di Gibuti,  in occasione dell’ultima sosta prima di intraprendere il viaggio di rientro in Italia, sono stati consegnati numerosi generi alimentari, materiale didattico ed indumenti alla scuola Notre-Dame de Boulaos oltre a medicinali all’Ospedale di Balbalà.
Significativa è stata la visita  dell’Ambasciatore d’Italia in Tanzania, S.E. Dottor Roberto Mengoni, che ha sottolineato l’importanza dei successi raggiunti dall’equipaggio di Nave Euro nella missione di  contrasto al fenomeno della pirateria nel bacino somalo e nel Golfo di Aden.
Parole di apprezzamento sono state indirizzate all’equipaggio di Nave Euro anche dal Force Commander della TF- 465, Commodoro Olandese René Lucyck. Un riconoscimento che unito alla consapevolezza di quanto è stato realizzato, ripaga  di un impegno durato sette mesi.

(@novellatop,  14 ottobre 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts