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Giornata Alimentazione: Renzi alla Fao, la lotta alla fame è Politica

No agli sprechi alimentari, l'Italia portabandiera del cambiamento. Settimana intensa

Alimentazione Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

ROMA, 14 OTTOBRE – E’ una settimana ricchissima di appuntamenti quella cominciata oggi a Roma in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione che  sarà festeggiata con eventi e cerimonie domenica in oltre 150 paesi (elemento che la rende uno degli eventi maggiormente celebrati nel calendario delle Nazioni Unite).

Questa mattina il presidente del Consiglio Matteo Renzi è intervenuto all’apertura delle manifestazioni alla sede della Fao e il suo discorso ha spaziato dalla lotta allo spreco alimentare, alle disuguaglianze, alle politiche europee, alla ratifica dell’accordo di Parigi sul clima.

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Renzi e da Silva
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

”La lotta alla fame è la Politica: quella con la P maiuscola e l’Italia farà la sua parte ha esordito Renzi – combatterà la battaglia per vincere disuguaglianze troppo grandi tra i paesi, differenze ormai insostenibili. ….E’ un piacere per il governo portare un contributo, è tempo di azione, di mettersi insieme per una battaglia di civiltà perchè la questione del cibo è politica  e l’Italia si impegna per utilizzare gli eventi del 2017, dalla celebrazione dei Trattati di Roma a marzo al G7, fino alla presenza nel consiglio Onu, per fare di questo argomento un tema di discussione, per fare da cassa di risonanza”. Secondo Renzi  il Vertice di Roma a marzo e il G7  non devono essere solo ”appuntamenti su contingenze geopolitiche ma essere un grande momento di respiro che affronti i temi di oggi. Essere italiani oggi significa cambiare l’odg di alcuni vertici internazionali.

”C’è un problema di qualità – sostiene il premier – a fronte di un miglioramento nella lotta alla povertà e fame perché il progresso è positivo, sta andando nella giusta direzione (forse un po’ troppo lentamente) ma dobbiamo garantire la qualità per tutti. La comunità internazionale deve gettare un fascio di luce su stridenti disuguaglianze”.

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Campagna spreco zero

Le cifre dello spreco

Renzi ha affrontato anche il tema degli sprechi alimentari, che per la verità in Italia qualcuno comincia a denunciare con passione. Le cifre del fenomeno  sono state rese note  dall’Osservatorio Waste watcher di Last minute market/Swg e del progetto Reduce (Università di Bologna/ministero dell’Ambiente), che per la campagna Spreco zero 2016 hanno riunito i monitoraggi sulle perdite e spreco del cibo nella filiera, sommandoli allo spreco alimentare domestico. Dalla dispensa di casa al frigorifero, dai fornelli al bidone della spazzatura domestico vale complessivamente 8 miliardi di euro all’anno, ovvero circa 30 euro mensili a famiglia per 600 grammi circa di cibo sprecato.

Ma in totale lo spreco di cibo costa il doppio, ogni anno, agli italiani: infatti lo spreco domestico dichiarato nei sondaggi è quello percepito, non quello reale che, secondo i primi test dei ‘Diari di famiglia’ Waste watcher, vale almeno il 50% in più, ovvero 12 miliardi circa. A questa cifra vanno poi sommate la perdita in campo (circa 1 miliardo e 25 milioni), gli sprechi nell’industria (circa 1 miliardo e 160 milioni) e nella distribuzione (circa 1 miliardo e 430 milioni). Su questo tema Renzi è stato chiaro: “Con la legge sullo spreco alimentare possiamo passare dalle 500 mila tonnellate di oggi ad 1 milione di tonnellate di cibo risparmiato nel 2017″ e ha definito la nuova legge approvata dal parlamento italiano ”un grande passo avanti”.

Il premier ha sottolineato che “il bisogno di recuperare il rifiuto della cultura dello spreco, noi porteremo nei temi del 2017 l’idea che non si può accettare la cultura dello spreco in un mondo in cui si rischia di diventare numerini. La cultura dello spreco significa essere contro una cultura che vorrebbe considerare gli ultimi semplicemente dei rifiuti”.

“C’è un tema di qualità del cibo – ha detto ancora il premier – ma la prima qualità deve essere quella delle relazioni umane: a fronte di un progresso che sta andando nella giusta direzione abbiamo un problema di riuscire a garantire la qualità per tutti. Non è pensabile che nel mondo in cui un ragazzino in un villaggio africano ha diritto alle stesse informazioni, via smartphone, di un ragazzino che vive nelle periferie dell’Occidente, non abbia lo stesso diritto all’alimentazione”. Renzi ha ricordato le sue origini, legate alla cultura contadina. “Talvolta – ha sottolineato- i politici fanno a gara nel cercare quarti di nobiltà: il mio quarto di nobiltà è mio nonno che faceva il sensale nelle terre del Valdarno Fiorentino. La cultura contadina ha segnato la mia esperienza”. Una cultura contraria a quella dello spreco: “Tornare alla terra – ha proseguito – non è un’espressione negativa, come è stato per 20 anni nel dibattito politico, c’è bisogno di tornare alla terra e ai valori che essa produce”.

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Graziano da Silva

Quanto all’accordo di Parigi Renzi ha detto:  “Stiamo lavorando per ratificare l’accordo di Parigi prima di Marrakech o nei giorni immediatamente seguenti. E’ un punto importante perché guai a pensare di essere arrivati dopo gli accordi di Parigi: Marrakech ci dice che dobbiamo fare di più, rimettersi in moto”.

Gli altri eventi

Diversi eventi a Roma avranno al centro i legami critici tra il cambiamento climatico del nostro pianeta, la sicurezza alimentare dell’umanità, e il futuro dello sviluppo sostenibile.

Del resto nel ‘titolo’ della Giornata il tema la fa da padrone: “Il clima sta cambiando. L’ alimentazione e l’ agricoltura anche” è quello di quest’anno.
Nel pomeriggio poi si riuniscono sindaci e alti funzionari provenienti da più di 45 città, tra cui Abidjan, Madrid, Città del Messico e Shanghai – per l’Italia Milano, Torino, Palermo e Udine – saranno presenti al Vertice dei Sindaci a Roma. Al centro della discussione i progressi compiuti nella realizzazione degli obiettivi del ”Milan Urban Food Policy Pact”. Lanciato nel 2015, il Patto invita le città a sviluppare sistemi alimentari più sostenibili ed equi, porre fine alla fame urbana, promuovere un’alimentazione sana, ridurre gli sprechi e conservare la biodiversità nel processo di adattamento al cambiamento climatico e di mitigazione dei suoi effetti (presenti il ministro Martina e il sindaco di Milano Giuseppe Sala).

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Il ministro Martina e da Silva

Lunedi 17 è infine prevista la Conferenza stampa di presentazione del Rapporto sullo Stato dell’alimentazione e dell’agricoltura 2016: il rapporto di quest’anno (SOFA 2016) fornisce la prova di come l’agricoltura – includendo colture, zootecnia, silvicoltura e pesca – possa contribuire a stabilizzare il clima globale, aumentando allo stesso tempo la produzione alimentare per sradicare la fame. L’agricoltura è responsabile fino a un quinto delle emissioni globali di gas a effetto serra, che fanno del settore una componente essenziale nello sforzo internazionale per affrontare il cambiamento climatico. Il rapporto documenta anche come i costi dell’inazione siano di gran lunga superiori al costo degli interventi necessari.

E sempre nella stessa giornata (e fino al 21 ottobre) si riunirà il Comitato sulla sicurezza alimentare mondiale (CFS) che è un’importante piattaforma a livello internazionale che include tutti i soggetti interessati a lavorare insieme per garantire la sicurezza alimentare e la nutrizione per tutti.  Nella sessione del CFS di quest’anno verranno approvate una serie di raccomandazioni politiche in materia di sviluppo agricolo sostenibile, compresa la zootecnia e l’accesso dei piccoli proprietari ai mercati. Nel corso della settimana avranno luogo diverse tavole rotonde sulla catena di valore aggiunto, sull’esperienza di come utilizzare le linee guida del CFS sulla governance dei regimi di proprietà, sulla trasformazione urbano-rurale e sulla revisione e follow-up degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

(@novellatop,  14 ottobre  2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts