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Bebe Vio alla Casa Bianca: “Vaccinate i figli, meningite uccide il 96%. Sport medicina per rivivere”

Con Renzi negli Usa, dove incontrerà Obama, la campionessa è protagonista campagna pro vaccinazioni #WinForMeningitis

Bebe Vio fotograta da Anne Geddes per la campagna #WinForMeningitis

(di Francesca Morandi)

Venezia, 17 ottobre – Invitata alla Casa Bianca tra le donne simbolo dell’eccellenza italiana per partecipare, martedì sera, a una cena con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il presidente del Consiglio Matteo Renzi, la campionessa 19enne veneta, Bebe Vio, medaglia d’oro nella scherma alle paralimpiadi di Rio di settembre, usa l’ironia, di fronte al suo ennesimo riconoscimento: “Ho pensato di essere a ‘Scherzi a parte’!”, dice Beatrice Vio (in riferimento al noto programma tv, ndr).  Ma la realtà è che questa ragazza, colpita a 11 anni, nel 2008, da una meningite fulminante che le causò l’amputazione di tutti e quattro gli arti, è una di quelle personalità in grado di ispirare le masse. Per questo è stata scelta anche fra i cinque testimonial mondiali, uno per ogni continente, della campagna di sensibilizzazione a favore dei vaccini contro la meningite #WinForMeningitis patrocinato dalle Nazioni Unite.

Bebe, per la campagna #Win ForMeningitis hai accettato di posare per la fotografa Anne Geddes mostrando i segni della meningite. Anche in questo caso hai avuto coraggio, che cosa ci vuoi dire?

“Voglio lanciare un messaggio forte e chiaro: vaccinatevi e vaccinate i vostri bambini! Purtroppo in Italia la percentuale di persone che non ricorre alla vaccinazione sta aumentando e questa tendenza, a lungo andare, potrebbe portare a conseguenze piuttosto serie. Basta un dato per argomentare il mio messaggio: purtroppo sopravvive solo il 4% delle persone colpite da una meningite fulminante. Poi adoro Anne Geddes quindi partecipare a questo progetto è stata davvero un’esperienza bellissima!”

Tu hai una forza speciale, ma tanti disabili non la sviluppano. Le Nazioni Unite si battono anche per la piena inclusione dei disabili nella società. Qual è la tua opinione su quanto si dovrebbe fare per promuovere e facilitare la piena inclusione delle persone diversamente abili?

“Purtroppo c’è questo prefisso “dis” che spesso è troppo ridondante in molti aspetti della vita quotidiana. Con art4sport, l’Associazione onlus che abbiamo fondato con i miei genitori dopo la mia malattia, cerchiamo di abbattere qualsiasi tipo di barriera, fisica ma anche mentale, questo secondo me dovrebbe essere fatto da tutti! Comunque proprio mercoledì 5 ottobre eravamo in Vaticano per la Conferenza “Sport at the service of the humanity” dov’erano presenti anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ed il Presidente del Comitato Olimpico Internazione Thomas Bach”

Bebe Vio in Vaticano

Bebe Vio in Vaticano

 

Tu hai detto: “Da amputata non sapevo che avrei potuto riprendere a fare sport. Gli amputati non sanno di avere queste possibilità. Vorrei tirar fuori i disabili dalle case, allontanarli dalla tv e portarli a divertirsi”. Come si può aiutare i disabili a tirare fuori quelle “possibilità”?

“Esattamente, molto spesso non c’è la conoscenza delle opportunità che esistono e le famiglie non sanno che ci sono moltissimi sport che il loro figlio potrebbe fare. Praticamente per ogni sport olimpico esiste il suo corrispettivo paralimpico ma molto spesso le persone non lo sanno. Inoltre c’è anche il problema che lo Stato non sostiene l’acquisto di ausili sportivi ma solamente di protesi ed attrezzature “per tutti i giorni”. Gli ausili sportivi costano davvero molto e, soprattutto nei bambini, vanno adattati costantemente in base alla crescita. art4sport è nata proprio per sopperire a questa mancanza e ci stiamo impegnando anche per promuovere questo bellissimo movimento. L’Associazione crede nello sport come terapia per bambini e ragazzi portatori di protesi di arto e sostiene sia loro che le relative famiglie, economicamente e a livello pratico-organizzativo, nella realizzazione dei loro sogni sportivi. Per vedere tutto quello che facciamo potete visitare il nostro sito www.art4sport.org e seguirci sulle pagine Facebook, Twitter ed Instagram!”logo-art4sport

Sempre tu hai affermato: “Ho capito che mi stava piacendo molto di più la scherma in carrozzina rispetto a quella in piedi. Nella scherma in piedi se hai paura puoi scappare in fondo alla pedana, da seduta invece sei lì bloccata. Non puoi scappare. Non puoi avere paura”. Tu sei un’eroina per molti, ma tu hai un eroe, una fede, un ideale al quale ti ispiri per superare la paura e sfoderare coraggio?

“Diciamo che il coraggio molto spesso viene da dentro di noi. Secondo me parte tutto da come vedi e prendi la vita… ed io voglio godermela al massimo! Tutti i giorni scelgo di vivere bene, purtroppo molte persone si abbattono facilmente quando si trovano davanti a degli ostacoli, non si rendono conto che a tutto c’è una soluzione! Perchè essere tristi e depressi? Quant’è bello incontrare qualcuno con il sorriso stampato in faccia? Forza, la vita è una figata!”

bebe2Che cosa hai provato sul podio a Rio?

“Un’emozione indescrivibile! Sentire l’Inno di Mameli è stato bellissimo ma riuscire a conquistare il podio con Loredana ed Andrea, le mie compagne di squadra, è stato davvero impagabile! E’ stato anche meraviglioso dividere questa emozione con tutta la mia squadra/famiglia ed il mio team, io ho tante famiglie e rappresentano tutte pilastri fondamentali della mia vita”

Per voi atleti paralimpici la fatica è maggiore, ci riveli un tuo “segreto” nella preparazione alle gare e per resistere alla fatica?

“Il mio segreto è lo stupendo team che ho alle spalle, che mi aiuta e mi sostiene tantissimo”.

(@francesmorandi, 16 ottobre 2017)

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts