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Microfinanza, chiave per lo sviluppo dei popoli. A Roma si parla di ‘come aiutare’

Convegno alla Farnesina di Banca Etica sul credito ai più piccoli

Microfinanza ANSA/GIORGIO ONORATI

(di Maria Novella Topi)
ROMA, 19 OTTOBRE  –  Nel  mondo della microfinanza tutto si tiene, e i temi e i problemi del settore costituiscono un grande domino in cui ciascun fattore dipende da un altro. Infatti, come non collegare il tema della povertà a quello del  lavoro, la libertà e dignità delle donne ai conflitti etnici, religiosi e tribali, le ondate migratorie alle disuguaglianze e ai disastri climatici, la mancanza di prospettive all’impossibilità di accesso ai mezzi finanziari?
Il ministero degli Esteri e della Cooperazione ha ospitato oggi un convengo dal tema: ”La microfinanza per lo sviluppo dei popoli”, organizzato dalla Banca Popolare Etica che, nel solco tracciato dal Nobel bengalese Mohammad Yunus, ha fatto della microfinanza la parola d’ordine per arrivare a fondare una nuova concezione dell’economia globale. Grazie a questa pratica mezzo miliardo di contadini hanno potuto migliorare la propria condizione economica e sociale.Microfinanza

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Pietro Sebastiani

Le sfide che questa epoca si trova ad affrontare sono tutte comprese nell’ambito degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) che l’Onu ha lanciato nel 2015 che non sostituiscono i precedenti ‘Obiettivi del Millennio’ ma cercano di fotografare le nuove realtà e di metterle il relazione rivolgendosi a tutti e non più solo alle società vulnerabili.
Sia il presidente della banca Etica Ugo Biggeri, che il vice direttore della Caritas Paolo Beccegato, hanno esordito proprio con una serie di interrogativi su cosa l’Italia e in generale il Primo Mondo  possano fare perché il meccanismo della microfinanza cresca, si sviluppi, diventi sistema.  ”In alcune situazioni non bastano i fondi, occorrono idee”, ha detto Beccegato e il direttore generale della Cooperazione  Pietro Sebastiani  gli ha fatto eco invocando ”l’inclusività alla base del modello integrato di cooperazione”.  Occorre, secondo Sebastiani rendere l’accesso al credito una strada possibile e ”lo strumento da utilizzare è quello della microfinanza fattore
importante nelle politiche di cooperazione attente alla valorizzazione dello sviluppo locale, di tutte quelle classi che
per diverse ragioni non hanno accesso al credito, in particolare per le donne”.  L’Italia è in prima fila in questo percorso e sono stati citati molti esempi dai quali si evince la centralitrà che ha il tema per il nostro paese. Ci sono le esperienze dell’Albania, che si rivolge soprattutto al settore delle piccole e medie imprese, i Territori palestinesi, l’Etiopia e il Senegal dove al centro degli interventi ci sono le donne, le comunità rurali e il sostegno ai migranti di ritorno.

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Laura Frigenti

Per Laura Frigenti che dirige la nuova Agenzia per la Cooperazione (Aics), va messo l’accento sull’Africa  e sugli small farmers. Inoltre si pone anzitutto il problema di ”come aiutare” (tema che è stato ricorrente in tutti gli interventi del convegno) proprio dal punto di vista del percorso dei finanziamenti. ”Ci sono alcuni problemi da cui non si può prescindere – ha spiegato – occorre anzitutto risolvere quelli istituzionali perché le organizzazioni sono troppo numerose e fragili e andrebbero sistematizzate. C’è poi la necessità dello sviluppo di nuovi prodotti nel sistema del microcredito,  e quella sempre più emergente di accompagnare i ‘clienti’ nel percorso verso una exit strategy che tenga in conto di fattori come la competizione”.
La ‘tecnica’ bancaria è stata affrontata anche da Bernardo Bini Smaghi (Cassa Depositi e Prestiti) che ha sottolineato ancora il tema dell”’accompagnamento” il cui obiettivo finale ”è l’accesso al sistema del credito… da ottenere formando un partenariato solido, miscelando le risorse, migliorando la filiera del credito, mettendo in atto un supporto e un’assistenza tecnica che puntino all’autonomia”.
In molti interventi si è voluta sottolineare la necessità di creare una vera e propria ”rete” economica non limitando l’azione a interventi spot, che tenga innanzitutto conto, ha detto Roberto Ridolfi  (Commissione Ue) che si ha a che fare con ”persone” che dovranno prima o poi autofinanziarsi e riacquisire la dignità del lavoro.
Cyril Lagendorf, rappresentate del Credit Cooperaatif, banca francese analoga alla Banca Etica, ha raccontato le esperienze in Mali, dove sono stati aiutati economicamente i produttori di cotone del sud del paese, e del Kosovo nel 2000, uscito da una guerra terribile.

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Dante Carraro

Don Dante Carraro alla Farnesina per rappresentare  Cuamm, Medici con l’Africa, ha messo in evidenza soprattutto le necessità derivanti dai problemi sanitari del continente e in particolare la salute di donne e bambini e i drammi dei parti: ”Le spese sanitarie catastrofiche che si sotengono altrove sospingono nella povertà milioni di persone, i poveri non possono accedere alla sanità, le barriere finanziarie sono di continuo ostacolo ad un’organizzaizone decente del sistema della salute”.
Una finanza etica insomma lo sarà davvero quando potrà realizzare uno sviluppo sostenibile, garantendo la centralità della persona, ma suscitando spunti per costruire una vera ‘rete’ in grado di creare un’economia di scala. ”Non basta purtroppo solo finanziare una signora e il suo chiosco – ha detto Arthur Muliro del Sid (Society for international development) –  e si può anche promettere la rivoluzione senza lotta di classe, ma è obbligatorio affrontare le condizioni di base dei paesi in cui si interveiene. In Africa per esempio cibo e raccolti si rovinano e marciscono perché non ci sono strade, trasporti, refrigeratori. E’ da questo che bisogna partire”.

(@novellatop.  19 ottobre  2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts