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Risoluzione Unesco su Gerusalemme Est. Danon (Israele): “Onu faziosa, pagina imbarazzante”

NEW YORK, 19 Ottobre – “La decisione dell’Unesco è una pagina imbarazzante della storia dell’Onu. Ma il popolo ebraico terrà duro. Questi tentativi di isolarci dalla nostra patria e dal nostro patrimonio culturale non avranno successo”. L’ambasciatore israeliano all’Onu Danny Danon, intervenendo oggi in un dibattito aperto in Consiglio di Sicurezza “sulla situazione in Medioriente, compresa la questione palestinese”, è tornato con forza sulla risoluzione adottata definitivamente ieri dall’Unesco, ma già votata in commissione la scorsa settimana. Un testo che per Israele “nega il legame tra il popolo ebraico e la città santa di Gerusalemme”.

La risoluzione, pur evidenziando “l’importanza della città vecchia di Gerusalemme e delle sue mura per le tre religioni monoteiste”, non riconosce il legame millenario tra gli ebrei e il Muro del Pianto. Al Monte del Tempio di Gerusalemme, in particolare, si fa riferimento soltanto attraverso i nomi islamici di Moschea di Al-Aqsa e di Haram al-Sharif. “E’ come dire che la Cina non ha legami con la grande muraglia o l’Egitto con le piramidi”, ha tuonato il premier Netanyahu, definendo la posizione assurda e chiamando in causa due Paesi – Cina ed Egitto – che hanno votato a favore del testo. Presentata dai palestinesi insieme ad Egitto, Algeria, Marocco, Libano, Oman, Qatar e Sudan, la risoluzione mira a “tutelare il patrimonio culturale della Palestina e il carattere distintivo di Gerusalemme Est”. Definisce la Palestina “occupata” e Israele “la potenza occupante”.

Citato dalla Radio israeliana, l’ambasciatore all’Unesco Carmel Shama HaCoen, ha dichiarato (senza poi essere confermato, né smentito da parte dell’agenzia Onu) che la direttrice generale per la cultura Irina Bokova ha “ricevuto minacce di morte e la sua protezione è in via di rafforzamento”. L’ex candidata al ruolo di segretario generale delle Nazioni Unite aveva commentato che “il patrimonio di Gerusalemme è indivisibile”.

La scorsa settimana 24 paesi (compresa la Russia) si erano espressi a favore della risoluzione e 6 contro (Usa, Germania, Gran Bretagna, Lituania, Estonia, Olanda). Due gli assenti, 26 gli astenuti. Il Messico, inizialmente tra i favorevoli, ieri si è astenuto: un cambio di posizione che non ha inciso sull’approvazione finale.

Tra gli astenuti anche l’Italia. Mentre stamattina Danon in Consiglio di Sicurezza elencava tutte le occasioni in cui l’Onu, ad avviso di Israele, ha dimostrato una “sistematica faziosità anti-isrealiana”, a Roma andava in scena una protesta organizzata dal Foglio. Un corteo ha attraversato la capitale, dalla sede Unesco a Montecitorio e Palazzo Chigi. Duro l’attacco di Claudio Cerasa, direttore del quotidiano, alla risoluzione: “Cancellare la storia di Israele non è scienza, educazione e cultura, ma è una Shoah culturale”. (@annaaserafini)

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1 Comment on Risoluzione Unesco su Gerusalemme Est. Danon (Israele): “Onu faziosa, pagina imbarazzante”

  1. per @annaaserafiniRisoluzioni e decisioni dell ‘U. N. ES. C. O.

    1- La Conferenza Generale, Risoluzione (15 C/3.343 ), ottobre/novembre 1968 (estratti):

    “ 1. Indirizza ad Israele un urgente appello internazionale, in accordo con la summenziona- ta risoluzione (n. 2253 ES—V) delle Nazioni Unite,
    (a) affinche‘ preservi scrupolosamente tutti i luoghi, gli edifici, monumenti ed altri beni culturali, in particolare nella citta‘ vecchia di Gerusalemme;
    (b) affinche‘ si astenga da ogni operazione di scavo archeologico o di trasferimento di detti beni e da ogni modifica del loro aspetto o del loro carattere culturale e storico”.

    Il Consiglio Esecutivo, Decisione ( 82 EX/4.4.2. ), 1969 (estratto):
    “4. Domanda alle autorita‘ d‘occupazione israeliane di conformarsi strettamente agli obblighi enunciati nella Convenzione Internazionale dell’Aia e nelle due risoluzioni 3.342 e 3.343 adottate dalla Conferenza Generale nella sua quindicesima sessione;
    6. Invita il Direttore Generale, per tutto quanto lo riguarda e con ogni mezzo a sua disposizione, a curare la messa in atto delle clausole di cui al paragrafo 4 e Io prega di presentare un rapporto a tale riguardo, in occasione della prossima sessione”.

    Il Consiglio Esecutivo, Decisione( 83 EX/4.3.1. ), 1970 (estratti):
    “6. Invita Israele a:
    (a) preservare scrupolosamente tutti i luoghi, gli edifici, i monumenti e gli altri beni culturali, in particolare nella città vecchia di Gerusalemme;
    (b) astenersi da ogni operazione di scavo archeologico o di trasporto di detti beni e da ogni modifica del loro aspetto o del loro carattere culturale e storico;
    (c) rispettare scrupolosamente le disposizioni della Convenzione, della Raccomandazio— ne, delle risoluzioni e della decisione”.

    Il Consiglio Esecutivo, Decisione ( 88 EX/4.3.1. ), 1971 (estratti):

    6. Indirizza ad Israele un pressante appello affinché:
    (a) sia adottata ogni misura per la preservazione scrupolosa di tutti i luoghi, edifici, monumenti ed altri beni culturali, in particolar modo nella città vecchia di Gerusalemme;
    (b) si astenga da ogni operazione di scavo archeologico o di trasporto di detti beni e da ogni modifica del loro aspetto o del loro carattere culturale e storico, in particolar modo per quanto concerne i luoghi religiosi cristiani ed islamici;
    (c) rispetti scrupolosamente le disposizioni della Convenzione e delle risoluzioni summen- zionate.

    7. Invita il Direttore Generale ad assicurare la presenza dell’UNESCO. nella citta’ di Gerusalemme per garantire la piena ottemperanza delle risoluzioni adottate a tale riguardo dalla Conferenza e dal Consiglio Esecutivo.

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