Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Il mondo in mano alle bambine che avranno 25 anni nel 2030

Unfpa e Aidos hanno presentato il Rapporto 2016 sulla popolazione mondiale

bambine Tuong Anh

(di Maria Novella Topi)
ROMA, 20 ottobre –  Si chiamano Rosita e Tuong Anh, Daline e Isabelle, Ortilia e Ingeborg, Aditi e Hoba, Temawelase e Samantha. Sono bambine che provengono da ogni angolo del mondo, sono 10 e hanno 10 anni. Sono l’indicatore del benessere  globale, la cartina di tornasole dell’Agenda 2030 che fissa i 17 obiettivi  scelti dall’Onu per uno sviluppo sostenibile, e che a quella data saranno donne di 25 anni. bambine

L’Unfpa, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, che oggi ha presentato il Rapporto 2016 sullo  stato della popolazione nel mondo, ha lanciato una sfida affascinante e intelligente. Seguire la vita di queste dieci bambine che incarnano le più diverse aree del mondo, per monitorare cosa accadrà loro, quale vita percorreranno, per verificare se l’Agenda sarà ”un successo, un fallimento o un tentativo da migliorare”.

bambine

Rosita (Albania)

Il ragionamento dell’Unfpa è partito dalla constatazione che i 10 anni di una ‘bambina globale’ rappresentano un punto di svolta, l’entrata nella pubertà, l’avvicinarsi del mondo adulto. E’ a questo punto della vita che, ha detto Maria Rosa Cutillo  (Unfpa)  si ha una biforcazione cruciale: la possibilità di percorrere una strada che conduce alla libertà, all’autodeterminazione, all’istruzione, alla salute fisica, al lavoro dignitoso, e quella che invece ”cammina sul posto, immobile,  generando soggezione e sfruttamento’’.

Secondo i dati del rapporto, 16 milioni di bambine dai 6 agli 11 anni non avranno MAI un’istruzione e ogni giorno nel mondo 47 mila bambine sotto i 18 anni sono costrette a matrimoni precoci che possono condurre a parti prematuri e alla morte, anche per violenze e suicidi.

bambine

Cutillo e Panunzi

Il Fondo dell’Onu è partito proprio dalla constatazione che attualmente 60 milioni di bambine hanno 10 anni e che dunque tra 15 costituiranno un motore imprescindibile dello sviluppo umano. ”C’è un filo rosso nel rapporto – ha spiegato Cutillo – quello legato alle prospettive; è un esercizio di immaginazione del futuro che noi chiediamo di fare perché riteniamo che le bambine di oggi siano un capitale prezioso e che giocheranno un ruolo chiave”.

Il direttore generale della Cooperazione del Ministero degli Esteri, Pietro Sebastiani, parlando del  contributo che l’Italia ha sempre accordato al Fondo, ha sottolineato che ”è stato triplicato, proprio per cercare di attuare il principio Onu del ‘Nessuno resti indietro’. Da quello che sapremo fare ora per le bambine, dipenderà l’attuazione degli obiettivi perché, in questo settore, tutti siamo paesi in via di sviluppo”.

bambine

Sebastiani, Zampa,de Luca

Sebastiani ha rilevato la fondamentale importanza del rapporto madri-figlie, che significa puntare sull’istruzione e sull’educazione in generale, e Cutillo ha aggiunto da parte sua che in molti casi ”le bambine e le donne non sono consapevoli dei propri diritti e tendono a perpetuare questa situazione”.
L’Italia, ha detto ancora Sebastiani, ”è da sempre impegnata nella tutela di donne e ragazze, anche con i programmi come quello contro le mutilazioni genitali femminili, i matrimoni precoci in paesi come Mozambico, Etiopia, Burkina Faso, a sostegno dell’imprenditoria femminile, anche al fianco dell’Unido”.

bambine

Temawelase (Swaziland)

Uno egli esempi virtuosi di lavoro sul campo è stato citato da Maria Grazia Panunzi, presidente dell’Aidos  (Associazione Donne per lo sviluppo – copresentatrice del Rapporto):  nel solco del tema del diritto allo studio, a Calcutta, in India, Aidos ha contribuito a creare una biblioteca nello slum, ”un luogo confortevole e tranquillo nel quale le bambine sviluppino nuove opportunità”.  Il lungo progetto in India, rileva Panunzi,  ci ha permesso di seguire la vita delle ragazze, di come l’istruzione abbia potuto cambiar loro la vita…. per questo al governo italiano l’Aidos chiede di non aspettare il 2030, ma che nel giro di un triennio si possa dare alle bambine lo spazio di cui hanno bisogno”.

bambine

Ingeborg (Norvegia)

Alla domanda se ci fosse stata tra le 10 bambine scelte una italiana, Sandra Zampa, vice presidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, ha risposto che si dovrebbe parlare piuttosto di DUE bambine italiane: quella con tutte le opportunità aperte e quella che invece non è in grado nemmeno di comprare un libro perché la crisi economica globale, ne ha divorato le possibilità.  Per Zampa non si può prescindere dalle disuguaglianze esistenti e dal fatto che la seconda bambina è inclusa non solo nell’indice di povertà assoluta, ma anche in quello di povertà educativa, che forse prevede anche due pasti al giorno ma ”costringe ad abbandonare i sogni”.  Per l’Italia una risposta politica sarà certamente, per Zampa, il Fondo di contrasto alla povertà educativa. Per il resto del mondo ”il futuro dipenderà dalle bambine di 10 anni”.
(@novellatop,  20 ottobre  2016)

The following two tabs change content below.

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts