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Cucina italiana nel mondo: 1300 appuntamenti in sette giorni per raccontarla

Presentata la prima edizione che vedrà l'inedita joint venture tra cibo e diplomazia

Cucina italiana

(di Maria Novella Topi)

ROMA, 26 OTTOBRE – Una feluca accanto ad un cappello da cuoco: l’inedito matrimonio tra cucina e diplomazia sta per essere celebrato in occasione della Prima settimana della cucina italiana nel mondo (21-27 novembre), un progetto destinato a diventare un appuntamento fisso annuale per valorizzare all’estero il modo di fare alimentazione di qualità.Cucina italiana
”Per la prima volta la diplomazia entra in cucina in una grande operazione politico culturale” ha detto, presentando il progetto oggi a Villa Madama, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che, come titolare degli Esteri, l’ha fortemente voluto in collaborazione con il responsabile dell’Agricoltura Maurizio Martina. ‘Figlio’ di Expo 2015 e della Carta di Milano, il progetto si regge su gambe solide come qualità del prodotto, sostenibilità, sicurezza alimentare e diritto al cibo, biodiversità e territorio, cultura ed elemento umano.
Nel marzo scorso proprio su questi temi è stato firmato un protocollo di intesa tra Farnesina e Ministeri delle Politiche Agricole e dell’Istruzione con l’obiettivo della valorizzazione all’estero della cucina italiana di qualità. Alla base di tutto, come è emerso dalla totalità degli interventi, il concetto di ”responsabilità sociale” e quello di ”squadra”, l’unico modo possibile perché grandi e piccoli produttori, tradizionalisti e innovatori, filiere e singoli concorrano efficacemente a creare una rete solida in grado di varcare con profitto i confini nazionali.

cucina italiana

Un momento della presentazione

In una sola settimana dalla Cina agli Emirati, dalla Russia al Giappone, dagli Stati Uniti al Brasile, gli ‘ambasciatori’ italiani (chef stellati e allievi delle scuole di cucina, istituzioni e ristoranti italiani) organizzeranno oltre 1300 eventi in 105 paesi, coordinati dalle 295 sedi diplomatiche, consolari, degli Istituti di cultura e del Commercio estero. Dopo l’apertura a Washington con Massimo Bottura (patron dell’Osteria Francescana di Modena) si alterneranno conferenze tematiche, seminari tecnico scientifici, mostre, cooking show, degustazioni e cene a tema, concorsi e premiazioni, proiezioni di film e documentari.

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Ivan Scalfarotto

Gentiloni ha spiegato che con un valore di 37 miliardi di euro in export (”ma vogliamo arrivare a 50 entro il 2020”, ha detto) l’enogastronomia italiana Made in Italy rappresenta una ”rete pazzesca che va rafforzata e accompagnata”. Quanto alla diffusione dei ristoranti italiani all’estero, ha scherzato Gentiloni ”forse sono più numerosi solo i cinesi”, e ha citato l’esempio della capitale della Birmania, Yangon, dove il miglior ristorante della città è quello di un italiano. Ma con il cibo di può fare anche solidarietà: il ministro ha annunciato che il ricavato di 350 cene andrà al fondo per il terremoto di Amatrice a dimostrazione che i significati del cibo possono essere molteplici.

Gli ha fatto eco il ministro Martina che ha insistito molto sul carattere ‘politico’ del cibo e sul dovere di ”ancorare questi eventi alla tutela fondamentale dei nostri produttori e delle nostre tipicità”. Se l’esempio del ‘parmesan’ è ormai frustro, Martina ha esorato a ”fare squadra, in altro modo ”a raccontare il cibo italiano. Quando raccontiano un piatto, ha detto – parliamo di un prodotto, di una azienda, di una persona. E questa è la forza dell’Italia: i nostri piatti sono legati a un preciso modo di essere che e’ proprio del nostro paese e di nessun altro.

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Cristina Bowerman

C’è poi il capitolo economico, e il sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto non si è lasciato scappare l’occasione di evocare il ”sistema Italia…. Mettendo a sistema i fondi a disposizione…preparandosi all’e-commerce (vedi accordo col gigante cinese Alibaba), spaziando se necessario in altri settori”. Perché per Scalfarotto ”dal ponte sul Bosforo al bicchiere di vino, l’importante è fare  in modo che il mondo compri italiano”. Per Vincenzo De Luca, direttore generale per la promozione del Sistema Paese, se è vero che 1/5 del Pil deriva dall’agroalimentare, è necessario che ”il marchio Italia sia superiore a tutti gli altri singoli marchi”.

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Un rendering del Fico di Bologna

E infine dai cuochi presenti e dai rappresentanti di vere e proprie istituzioni come la Bologna Business School (Massimo Bergami), il Gambero Rosso (Paolo Cuccia), Casa Artusi (Monica Fantini), l’Associazione italiana Ambasciatori del Gusto (Cristina Bowerman), l’Università di Bologna (Andrea Segrè) è emersa forte l’esigenza di affrontare un argomento chiave: quello della formazione dei giovani.

E’ la necessità di avere scuole alberghiere di qualità, di mostrare le filiere e far conoscere le ‘fattorie didattiche’, investire nell’innovazione e nell’e-commerce,  inventarsi nuove modalità come Fico Eataly World, un parco tematico sul cibo alle porte di Bologna di 80mila metri quadri. ”Terre, stalle e fabbriche da visitare e da vivere da vicino – dice l’amministratore delegato Tiziana Primori – meravigliosa opportunità di fare squadra e di stare insieme  indipendentemente dalla geografia, dal territorio e dalle dimensioni di ciascuno”.
(@novellatop,  26 ottobre 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts