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Migranti, #overthefortress ripercorrerà la rotta del Mediterraneo fino a Roma

Migrazioni

ROMA, 28 OTTOBRE – Ripercorrere a ritroso la strada dei migranti: è quanto si propone la campagna #overthefortress i cui attivisti si stanno mettendo in viaggio in questi giorni, ripercorrendo la rotta del Mediterraneo centrale. Gli attivisti racconteranno la realtà dei migranti che attraversano quei luoghi: un’azione d’inchiesta che vuole denunciare la gestione emergenziale dell’accoglienza, ma non solo. Allo stesso tempo si vuole dare spazio alla buone pratiche delle realtà sociali che i migranti incontrano durante le loro tappe: l’impegno civile e la solidarietà che di solito non trovano spazio nei media. Nel darne notizia ‘Cronache di ordinario razzismo’ ricorda che gli attivisti di  #overthefortress percorreranno 3.400 chilometri, intervallati da 40 tappe, imbarcandosi dalla Grecia e risalendo la penisola fino a Roma, durante questo viaggio lungo due mesi la narrazione prenderà vita attraverso la produzione di report multimediali.Migrazioni

A fine ottobre il camper di #overthefortress si imbarcherà da Igoumenitsa in direzione della costa pugliese. Nel marzo scorso la marcia della campagna #overthefortress, partita da Ancona e Bari per raggiungere il campo informale di Idomeni, sul confine greco macedone, si era ricompattata proprio in questa cittadina portuale.
Da marzo la situazione per i rifugiati bloccati in Grecia, a seguito dell’accordo con la Turchia e la chiusura quasi ermetica della ‘rotta balcanica’, è drasticamente peggiorata.
Costretti a permanere in campi governativi in condizioni indegne, le loro speranze di raggiungere un altro paese europeo dove avere protezione, o di ricongiungersi con i propri familiari, sono appese al filo di un farraginoso e lento meccanismo burocratico.
Per i siriani il relocation program è una ruota della fortuna che per molti di loro non girerà nel verso giusto, mentre per le persone provenienti da altre zone di guerra o miseria quel filo esile di speranza si è del tutto spezzato e le scelte, oramai, sono poche: richiedere asilo in Grecia, e in caso di diniego rischiare di essere deportati nel paese di origine, o pagare un trafficante, rischiando di essere respinti dai ‘cacciatori di migranti’ alle frontiere militarizzate oppure di venire bloccati in uno dei paesi lungo la rotta dei Balcani. .
Ma se la rotta dalla Turchia verso l’Europa appare chiusa, sappiamo bene che altri itinerari, sempre più rischiosi per la vita delle persone, potrebbero aprirsi nei prossimi mesi.mediterraneo

La traversata del Mediterraneo non ha mai cessato di essere il tragitto più pericoloso del mondo e nell’ultimo anno sono più di 4.000 le vittime delle attuali politiche europee che non permettono di raggiungere in modo sicuro il vecchio continente. Pur se con numeri inferiori alla Grecia, gli arrivi in Italia (circa 153.000 persone – Fonte: UNHCR) dimostrano come la rotta Mediterranea, in questo momento, sia l’unico varco aperto e, al tempo stesso, che il flusso migratorio dal nord Africa, per una serie di cause economiche, ambientali e sociali, sia da considerarsi strutturale e non possa più essere definito eccezionale. L’Italia è storicamente il paese di approdo della Rotta, ma da territorio per molte persone solo di transito (nel 2014 a fronte di 170.100 arrivi solo 63.456 richiesero l’asilo, nel 2015 su 153.842 persone sbarcate la cifra fu di 83.970 – Fonte: Eurostat), da quest’anno è un paese a stanzialità forzata perché di fatto viene proibita la possibilità di oltrepassare le frontiere a nord.

Partendo il 31 ottobre da Pozzallo in Sicilia, tappa dopo tappa, affermano gli organizzatori ”incontreremo e daremo spazio alle realtà sociali che lavorano con i migranti e che lottano con loro per ottenere diritti, monitorando nel contempo quanto accade nei territori, raccontando le storie delle persone che conosceremo e intrecciando relazioni con le esperienze virtuose di accoglienza, troppo spesso dimenticate e poco valorizzate”.

(@novellatop,  28 ottobre  2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts