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Rischio idrogeologico, nasce nuova cattedra Unesco a Firenze

Firenze

FIRENZE, 28 OTTOBRE – Nell’anniversario dell’alluvione del 1966 e’ nata a Firenze la prima cattedra Unesco  per la prevenzione e la gestione sostenibile del rischio idrogeologico istituita presso l’università del capoluogo toscano. A dirigerla è il professor Paolo Canuti, ordinario di Geologia applicata presso l’ateneo fiorentino, il cui corso (in inglese) partirà dal prossimo anno accademico. Unesco Firenze

Lo scopo dell’iniziativa, tenuta a battesimo dal Comune di Firenze e dalla direttrice della divisione di scienza delle acque dell’Unesco, Blanca Elena Jimenez-Cisneros, è quello di formare nuovi esperti in grado di studiare, analizzare e prevenire fenomeni naturali disastrosi come frane, smottamenti, alluvioni e tutto ciò che attenta all’’integrità del suolo. Firenze del resto ha una vasta e drammatica esperienza quanto ad alluvioni  (novembre del 1966).

La nuova cattedra, prima di questo genere in Italia, si aggiunge alle oltre 700 che l’Unesco promuove in tutto il mondo, come riconoscimento per quei corsi collegati alla tutela dei beni culturali, alla promozione delle differenze culturali e dello sviluppo sostenibile.  Il progetto è sostenuto anche da Protezione civile, Ispra e struttura di missione Italiasicura di Palazzo Chigi. La sede del corso potrebbe essere la villa medicea di Pratolino.
Jimenez-Cisneros ha sottolineato ditrante la presentazione che  ”i siti culturali in Italia legati a zone dove ci sono acque come laghi o fiumi possono essere interessati a rischi idrogeologici come alluvioni e frane. Alcuni di questi effetti sono molto simili a quelli generati dai terremoti. L’Italia ha il più alto numero di siti del patrimonio culturale dell’Unesco e c’è una grande conoscenza da parte di ingegneri, geologi e specialisti nella conservazione, per quanto riguarda gli aspetti artistici, gli affreschi, le strutture architettoniche, e la loro conservazione e le strategie per proteggerli da questi rischi idrogeologici. Queste conoscenze vanno condivise con altri paesi ”.”Questa cattedra – ha osservato la direttrice Unesco – che si inaugura ora è importante non solo per l’Italia ma anche per il resto del mondo”.Unesco Firenze

”Oggi in Italia rispetto alla previsione degli eventi, sia quelli franosi sia quelli idrogeologici, i progressi sono stati molti e siamo ad un ottimo livello – ha spiegato il professor Cantini – La prevenzione purtroppo è un altro problema. Si può immaginare quanti vincoli ci sono ad un intervento veramente preventivo. Io per esempio sono un sostenitore del fatto che la forma di prevenzione più semplice sarebbe quella di dotare gli uffici tecnici del livello più basso, quello comunale, del ‘tecnico condotto’, l’ ‘ingegnere o geologo condotto’, quello che, come il medico, ha il polso della situazione, ne segue l’evolversi. Da questo possono nascere tante azioni preventive. Se non ‘è questa conoscenza sul territorio come si fa a prevenire?”.

Le lezioni, solo in inglese, saranno rivolte a studenti magistrali e dottorandi: oltre a ricevere nozioni teoriche, i ragazzi saranno coinvolti nella progettazione di strumenti per prevenire e monitorare il rischio di frane. E potranno prendere parte ad azioni sul campo, insieme a un team interdisciplinare di geologi e ingegneri ambientali formato, tra gli altri, dai docenti Nicola Casagli, Claudio Margottini e Fabio Castelli.

Unesco Firenze

L’alluvione di Firenze

L’idea di proporre all’Unesco il patrocinio del corso è nata da loro. Da anni infatti, il professor Casagli coordina un gruppo di ricercatori dei dipartimenti di Scienze della terra e Ingegneria civile e ambientale, che più volte è intervenuto nei Paesi in via di sviluppo per proteggere i beni culturali patrimonio dell’umanità minacciati dal rischio idrogeologico: Afghanistan, Giordania, Bolivia, Egitto e anche Perù, dove gli esperti hanno lavorato al sito di Machu Pichu. ”Finora abbiamo sempre operato come singoli – spiega Casagli – ma grazie alla convenzione con l’Unesco potremo intervenire in una cornice istituzionale, coinvolgendo anche gli studenti. E sarà più facile ottenere finanziamenti per borse di studio”.

(@novellatop,  28 ottobre  2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts