Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Iraq: Amnesty denuncia uso fosforo bianco e civili come scudi umani

fosforo bianco

MOSUL, 31 OTTOBRE – Uso del fosforo bianco e civili usati nei combattimenti come scudi umani: a Mosul in Iraq la situazione non sembra destinata a migliore e in questi giorni  Amnesty International ha segnalato numerose violazioni dei diritti umani in quella che ormai è una vera guerra aperta.

fosforo bianco

Bombe al fosforo bianco

Per Amnesty l’uso di munizioni al fosforo bianco nella zona di Mosul potrebbe costituire un rischio mortale per i civili in fuga nei prossimi giorni o nelle prossime settimane. L’organizzazione per i diritti umani ha ricevuto testimonianze credibili e prove fotografiche sull’uso di proiettili al fosforo bianco in una zona a nord del villaggio di Karemlesh, 20 chilometri a est di Mosul. ”Il fosforo bianco può causare ferite terribili, bruciando all’interno dei muscoli e delle ossa anche a distanza di settimane – ha dichiarato Donatella Rovera, alta consulente di Amnesty International per la risposta alle crisi. – Questo significa che i civili in fuga dalla zona di Mosul o gli abitanti di Karemlesh che vorranno tornare a verificare le condizioni delle loro case nei prossimi giorni o nelle prossime settimane correranno grandi rischi, anche in presenza di pochi segni di pericolo visibili”.

Dall’agosto 2014, quando l’area fu conquistata dall’Isis, la popolazione a maggioranza assira di Karemlesh ha abbandonato il villaggio ma il fosforo bianco pone una chiara e concreta minaccia ai civili in fuga da Mosul a Erbil attraverso l’area contaminata. ”Sollecitiamo l’Iraq e le forze della coalizione a guida Usa a non usare mai il fosforo bianco nei pressi di insediamenti civili, anche quando non vi sono persone presenti, poiché il rischio permane. Queste munizioni non dovrebbero mai essere usate se non quando strettamente necessario per raggiungere obiettivi militari non conseguibili in altro modo”, ha precisato Rovera.

fosforo bianco

Civili come scudi umani

Le immagini scattate da un fotografo del New York Times il 20 ottobre mostrano l’esplosione di munizioni al fosforo bianco nei pressi di Karamlesh. In quel momento, erano in corso scontro tra l’Isis e le forze irachene ad Hamdaniya (Qaraqosh in siriaco), pochi chilometri più a sud. Il fotografo ha testimoniato ad Amnesty International di aver visto lo stesso tipo di munizioni esplose in orari diversi di quella giornata, addirittura quattro in 15 minuti. Non è chiaro se siano state usate dalle forze governative irachene, dai peshmerga del Governo regionale del Kurdistan o da forze della coalizione a guida Usa. Dalle caratteristiche della dispersione riprese nelle fotografie, si dovrebbe trattare di proiettili M825A1 made in Usa, dai quali vengono espulsi 116 contenitori di fosforo bianco che si spargono su un’area vasta dai 125 ai 250 metri. Amnesty International aveva documentato il loro uso a Gaza, durante l’operazione israeliana Piombo fuso del 2008-2009.

Amnesty International, presente nell’Iraq settentrionale, denuncia altresì che le operazioni militari per strappare Mosul e le zone circostanti all’Isis stanno mettendo in pericolo i civili coinvolti nei combattimenti e in alcuni casi usati come scudi umani. Attraverso contatti telefonici con persone ancora nelle zone sotto il controllo dell’Isis e incontri con civili sfollati dai villaggi a nord di Mosul e attualmente nei campi di Zelikhan e Khazer, nelle aree controllate dal Governo regionale del Kurdistan (Krg), i ricercatori di Amnesty International hanno ottenuto nuove informazioni sulla morte e il ferimento di civili. ”Con oltre un milione di persone ancora bloccate a Mosul e nei dintorni, il rischio per i civili è estremamente alto. Di fronte all’avanzata delle forze irachene, il profondo disprezzo dell’Isis per l’incolumità dei civili e il suo apparente deliberato uso degli scudi umani aumentano i pericoli per le persone intrappolate nelle zone dove sono in corso i combattimenti”, ha detto da parte sua Lynn Maalouf,

fosforo bianco

Bombardamento notturno

vicedirettrice per le ricerche presso l’Ufficio regionale di Amnesty International di Beirut.”Per evitare un bagno di sangue, ciascuna parte coinvolta nel conflitto deve prendere tutte le misure possibili per proteggere i civili”, ha aggiunto. ”Usare i civili come scudi umani è un crimine di guerra. Ciò tuttavia non assolve le forze irachene e della coalizione dall’obbligo di tener conto della presenza dei civili, prendere tutte le misure possibili per ridurre al minimo i danni nei loro confronti ed evitare attacchi che potrebbero infliggere danni sproporzionati”, ha concluso.

Dall’inizio delle operazioni militari irachene su Mosul al 26 ottobre, oltre 10.500 civili risultavano sfollati mentre un milione e mezzo di persone si trovava nella città e nelle zone circostanti.

(@novellatop,  31 ottobre 2016)

The following two tabs change content below.

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts