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Mosul: Gentiloni, sconfitta Daesh a nostra portata ma non fine terrorismo

ROMA, 3 NOVEMBRE – «La sconfitta definitiva di  Daesh, il sedicente Califfato, è alla nostra portata.  Ma non dobbiamo commettere gli errori del passato, impedire che si compiano vendette, andare oltre la semplice dimensione militare della lotta al terrorismo». Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in una intervista al Messaggero sull’avanzata delle truppe irachene a Mosul.

Secondo Gentiloni “la parabola di Daesh, cominciata nell’estate 2014, può chiudersi nei prossimi mesi. A certe condizioni. È possibile che tra qualche settimana o mese all’ordine del giorno vi sia anche la liberazione di Raqqa. Con due avvertenze. La prima è che la sconfitta di Daesh dipende dal modo in cui la campagna sarà condotta nelle prossime settimane. La seconda,  che la fine di Daesh sarà una sconfitta storica per i terrorismo, ma non sarà la fine del terrorismo fondamentalista di matrice islamica». Insomma, la fine di Daesh è possibile se non si faranno gli errori ripetutamente commessi negli ultimi due anni. “Ne ho parlato venerdì con l’inviato del presidente Obama in Iraq, Brett McGurk”, ha detto il Ministro: “Questa non è una guerra lampo finalizzata ad alzare una bandiera nella piazza di Mosul e magari domani di Raqqa. È piuttosto una campagna di liberazione e stabilizzazione che durerà molti mesi, che richiede grande equilibrio politico e diplomatico, che incontrerà diversi ostacoli. Non solo da parte dei circa 4 mila terroristi oggi a Mosul, ma anche ostacoli politici”.

gentiloni

Gentiloni ha osservato che a Falluja e Ramadi “abbiamo subìto decisioni ispirate da
logiche settarie che escludevano la componente sunnita dal governo delle città liberate, o addirittura che lasciavano il campo a vendette e violenze diffuse. Risultato: Ramadi è stata ripresa da Daesh e soltanto parecchi mesi dopo si è potuto
liberarla. Il governo iracheno ha ora chiarito che le forze regolari avranno il ruolo guida e non basta vincere militarmente: occorre una governance inclusiva. Non vanno autorizzate vendette ma va rassicurata la popolazione sunnita”.

La Turchia “ha un ruolo cruciale, ma la sua presenza deve essere coordinata con le strategie della coalizione a guida americana. Ci sono alcune realtà, penso alla cittadina di Tal Afar, attorno alle quali la coalizione è impegnata a evitare tensioni tra milizie popolari sciite e Turchia. Ancora più delicato sarà l’equilibrio della coalizione in vista della liberazione di Raqqa”.

Secondo Gentiloni “la parabola di Daesh, cominciata nell’estate 2014, può chiudersi nei prossimi mesi. A certe condizioni. È possibile che tra qualche settimana o mese all’ordine del giorno vi sia anche la liberazione di Raqqa. Con due avvertenze. La prima è che la sconfitta di Daesh dipende dal modo in cui la campagna sarà condotta nelle prossime settimane. La seconda,  che la fine di Daesh sarà una sconfitta storica per i terrorismo, ma non sarà la fine del terrorismo fondamentalista di matrice islamica».

Per leggere l’intervista integrale cliccare qui. (@OnuItalia)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts