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Rifugiati, Grandi: “UE mostri solidarietà con i ricollocamenti”. Italia e Grecia esempi di “squilibrio”

L’ambasciatore Cardi: “L’Italia sta con i rifugiati”

NEW YORK, 3 Novembre – Gli accordi sui ricollocamenti nell’Unione europea sono stati “attuati minimamente: rimangono degli squilibri” che devono essere affrontati, ha detto ieri l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi citando come esempio la situazione in Italia, dove 160mila rifugiati e migranti sono sbarcati quest’anno. Secondo il Pew Research Center, che ha analizzato i dati UNHCR, la cifra è destinata a salire entro la fine dell’anno superando gli arrivi in Grecia e plausibilmente avvicinandosi alla soglia dei 200mila. Presentando un rapporto su rifugiati, rimpatriati, sfollati e questioni umanitarie, Grandi ha invitato l’Unione Europea a dimostrare “unità e solidarietà se vuole continuare ad essere un leader in questo settore”.

La Grecia è un altro caso di “squilibrio”, ha aggiunto Grandi, sottolineando che la proposta dei ricollocamenti avanzata un anno fa veniva dagli stessi Stati membri: “Un’iniziativa molto positiva” per sostenere i paesi in prima linea come la Grecia e l’Italia e altri di accoglienza come la Germania, la Svezia o Austria, ma la sua applicazione “non è stata sufficiente”.

Prima del briefing al Palazzo di Vetro, l’Alto Commissario ha partecipato alla seconda riunione dell’Humanitarian Liaison Working Group sulla crisi dei migranti e rifugiati: “E’ un questione cruciale di questi tempi, l’Italia sta con i rifugiati”, ha dichiarato Sebastiano Cardi, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, che ha presieduto l’incontro di oggi presso la missione italiana. “Una grande quantità di sfollati interni non è contabilizzata”, ha continuato Grandi, citando anche i 10 milioni di apolidi, un altro “tema politico molto delicato”.

Riferendosi alla dichiarazione di New York per i rifugiati e migranti adottata da tutti gli Stati lo scorso settembre alle Nazioni Unite, il capo dell’UNHCR ha spiegato che “la nostra proposta [per fronteggiare la crisi] è andare dal basso verso l’alto: la dichiarazione di New York delinea il quadro di azione nel dettaglio. Il nostro obiettivo è trasformare le carte in realtà sul campo” spingendo per l’attuazione della dichiarazione.

L’Alto Commissario ha inoltre espresso particolare gratitudine alla Giordania e al Canada: “La Giordania sta facendo uno sforzo straordinario per far sì che i rifugiati accedano al mondo del lavoro, ma le donne costituiscono solo una piccola percentuale di questi rifugiati che ottengono un impiego”. Grandi ha anche definito il Canada “un leader nei reinsediamenti”, ringraziando il Paese per “tutto quello che ha fatto nel mio anno da Alto Commissario, ma anche prima, in tanti modi”. (@annaaserafini)

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