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Mattarella, Gentiloni, Parolin, Prodi a Padova con Cuamm

presentato piano da 15 milioni per mamme e bambini in Africa

PADOVA, 5 NOVEMBRE – “Negli ultimi decenni i fondi per la cooperazione internazionale si sono drasticamente ridotti a livello globale. L’Unione Europea, che pur rimane il primo donatore mondiale, ha mantenuto i livelli precedenti, circa 60 miliardi. Ma molti Paesi europei e occidentali li hanno diminuiti. In questo il governo italiano è andato in controtendenza, con un aumento significativo in questo triennio. Abbiamo un nuovo sistema, con una nuova legge, un viceministro dedicato”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo a Padova al meeting annuale di Medici con l’Africa Cuamm in cui sono stati presentati i dati finali del programma “Prima le mamme e i bambini” e ed e’ stata lanciata la nuova sfida che impegnerà il Cuamm per i prossimi 5 anni.

L’azione del Cuamm in Africa “é meritoria, incisiva e lungimirante”, ha detto Mattarella davanti a 2.500 persone: “Avete formato generazioni di medici e di cittadini capaci di portare con sè quell’irripetibile bagaglio di umanità”. Hanno partecipato all’evento il Segretario di Stato Vaticano, Card. Pietro Parolin, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, l’ex premier Romano Prodi, il Direttore della Cooperazione Pietro Sebastiani.

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Il Cardinale Parolin ha richiamato la radice evangelica nell’opera del Cuamm: “Bisogna fare un’alleanza di fraternità nel mondo, occuparsi dei poveri tra i poveri e aiutarli a crescere”, ha detto richiamando il pensiero di Papa Francesco. “Voi del Cuamm fate onore all’Italia e credo che l’Italia sia orgogliosa di voi”, ha osservato Gentiloni: “Possiamo impegnarci di più nella cooperazione, già questo governo ha raddoppiato i fondi. L’Italia può cambiare il modo in cui si guarda all’Africa, è necessario puntare su uno sviluppo di qualità, forme quali energie rinnovabili, il ruolo della donna, la trasformazione dell’agricoltura. E per quanto riguarda il problema dell’immigrazione bisogna fare di più e meglio, bisogna lavorare con i governi locali per bloccare i trafficanti e contemporaneamente aiutarli qui”.

Romano Prodi, che non ha mai mancato agli appuntamenti annuali del Cuamm, ha precisato: “Il Cuamm è un esempio di straordinaria continuità, in un paese in cui tutto è provvisorio e si disfa ciò che si fa in precedenza. Gestire i flussi migratori non è il mestiere del Cuamm, ma una politica che l’Europa non ha ancora affrontato. Purtroppo ora l’Europa sta vivendo una fase in cui è tornato il dominio degli interessi nazionali. Abbiamo bisogno di picchiare contro il muro della storia, di fronte alla Cina, agli Stati Uniti e alla globalizzazione la frammentazione è un suicidio”.

Don Dante Carraro, il direttore dell’Ong, ha annunciato che nei prossimi cinque anni “passeremo da un impegno di 5 a 15 milioni di euro. È una cifra che fa tremare i polsi ma con l’aiuto di tutti ce la possiamo fare, qualcuno può dare tempo, altri una preghiera, altri ancora sostegno qualcuno può andare in Africa. Quello che ci interessa soprattutto, che fa la differenza, è che queste persone, queste vite entrino dentro di noi e segnino i nostri cuori”.

In 5 anni, tanto è stato fatto in Angola, Etiopia, Tanzania e Uganda e i dati raccolti lo dimostrano: quasi 135.000 parti assistiti, (mamme e bambini aiutati nel momento più difficile, quello del parto). Di questi 94.570 sono stati effettuati nei centri periferici e 40.370 negli ospedali. 308.102 visite prenatali effettuate, 5.929 trasporti in ambulanza garantiti ai casi più complicati e 590 il numero di personale locale formato.

Per i prossimi 5 anni, Medici con l’Africa Cuamm lancia una sfida ancora più grande: il nuovo programma “Prima le mamme e i bambini. NutriAMOli” prenderà il via concretamente nel 2017 estendendosi da 4 a 7 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Tanzania, Sierra Leone, Sud Sudan, Uganda), e da 4 a 10 ospedali e nei territori di intervento e si pone come obiettivi di:

– garantire 320.000 parti assistiti (assistendo così mamme e bambini);

– curare 10.000 bambini malnutriti acuti gravi e

– seguire nella crescita 50.000 bambini in modo da contrastarne la malnutrizione cronica.

Si allargherà, quindi, l’intervento dal momento del parto ai “1000 giorni”, ovvero il periodo che va dall’inizio della gravidanza ai due anni. Sempre mamme e bambini al centro, ma con interventi mirati a sostenere la donna e la sua salute in gravidanza, ad aiutarla nel parto affinché avvenga in modo sicuro e con personale competente, fino alle diverse fasi di crescita del bambino dall’allattamento esclusivo al seno, allo svezzamento e alla controllo della crescita fino ai due anni di età. Un’attenzione particolare sarà data alla malnutrizione, perché oggi sappiamo che quasi il 50% dei bambini che muoiono in Africa sono malnutriti. (@OnuItalia)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts