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Gentiloni e Avramopoulos: se aiutiamo l’Africa, aiutiamo anche noi

Lettera a Repubblica alla vigilia del viaggio in Mali, Senegal, Niger

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ROMA, 7 NOVEMBRE – Africa ed Europa unite da un destino e da un futuro comune. E’ il significato della lettera che il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e il commissario europeo per le Migrazioni Dimitris Avramopoulos hanno scritto al quotidiano la Repubblica alla vigilia di una visita congiunta, il 10 e 11 novembre, in Niger, Mali e Senegal.
Investire nella pace e nello sviluppo dell’Africa non implica un beneficio solo per quel continente ma “significa investire anche nella nostra sicurezza e nella nostra prosperità”, scrivono Gentiloni e Avramopoulos rilevando che “il futuro dell’Africa è in effetti una delle principali sfide globali del XXI secolo, dal momento che entro il 2050 la sua popolazione raggiungerà i 2,4 miliardi di persone, con le relative implicazioni in termini, tra l’altro, di pressione demografica e flussi migratori”.

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Gentiloni e Avramopoulos

Per questo motivo l’Unione Europea ha lanciato una nuova strategia con l’obiettivo di definire un Compact con i principali Paesi di origine e di transito dei migranti. L’elemento principale del nostro nuovo approccio – nato da un’iniziativa italiana – è lo stabilimento di partenariati su misura, di “Patti” per migliorare la gestione dei flussi migratori in funzione della situazione specifica di ciascun Paese Partner. La ratio di questi partenariati è di affrontare la questione migratoria in maniera solidale grazie ad azioni comuni fondate su interessi condivisi: lottando contro le cause profonde della migrazione irregolare, intervenendo contro i trafficanti, contribuendo ad un miglior controllo delle frontiere di questi Paesi e migliorando le modalità di rimpatrio dei migranti illegali.

”Nel quadro di questo nuovo approccio – ricordano i due responsabili –  il 10 e 11 novembre visiteremo insieme Niger, Mali e Senegal. La nostra missione ha come obiettivo il rafforzamento del partenariato con ciascuno di questi tre Paesi per una migliore gestione congiunta dei flussi migratori”.

Per sfruttare il potenziale positivo di quel “dividendo demografico” senza precedenti, aggiungono Gentiloni e Avramopoulos,  servono “buone politiche e non chiusure egoistiche”.
“L’Unione europea, leader mondiale negli aiuti allo sviluppo, ha le risorse per favorire la realizzazione in Africa di infrastrutture economiche e sociali che riducano la spinta all’emigrazione. L’aiuto allo sviluppo locale, regionale e nazionale può contribuire a risolvere le cause profonde della migrazione irregolare”, affermano. “Siamo inoltre in grado di offrire aiuti e programmi per il reinserimento e la formazione dei migranti che devono essere rimpatriati o che decidono di ritornare in Africa”.

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Barcone a Lampedusa

In questa prospettiva, e seguendo l’impulso dato dall’Italia, l’Unione europea ha deciso di aumentare le risorse finanziarie dedicate al Trust Fund for Africa, stanziando 500 milioni di euro aggiuntivi e accelerando il loro impiego. Vari progetti sono stati o saranno presto lanciati in cinque Paesi africani considerati prioritari per i Compact. Oltre al Niger, al Mali e al Senegal, che visiteremo, vi sono l’Etiopia e la Nigeria.

L’approccio congiunto stabilito con Senegal, Mali e Niger procede positivamente, e sta già dando risultati concreti. Si tratta di primi passi rispetto ad un impegno complesso e di lungo periodo. La sfida migratoria, soprattutto nel Mediterraneo, è una questione globale con cui dovremo convivere. I Paesi in prima linea nel soccorso in mare e nell’accoglienza chiedono all’Unione europea e agli altri Stati membri di impegnarsi in Africa con urgenza e spirito di solidarietà. In gioco, concludono i due responsabili,  ci sono la coesione e i valori del progetto europeo”.

(@novellatop,  7 novembre  2016)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts