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L’Africa e noi: Italia per una strategia comune, un partenariato più ‘adulto’

Conferenza promossa da Farnesina e Limes. Presentato rapporto Ocse sul continente

(di Maria Novella Topi)

ROMA, 10 NOVEMBRE – L’Italia e le sue imprese sono un ”ponte ideale” tra l’Europa e l’Africa, il nuovo interesse e il nuovo slancio che Roma ha mostrato in questi ultimi due anni nei confronti del grande continente hanno fatto dell’Italia uno dei primi 15 investitori. Ma ancora non basta, occorre accrescere l’impegno politico ed economico lasciare che ”quel mondo costituito da istituzioni, aziende, ong, persone che si addensa per trovare una strategia comune per il continente africano” riceva nuovo impulso.

Il vice ministro degli Esteri Mario Giro, presentando oggi alla Farnesina la conferenza “L’Africa e noi. Sfide e prospettive comuni alla luce dei dati dell’African Economic Outlook 2016″, evento promosso dal Ministero degli Esteri e dalla rivista italiana di geopolitica LIMES, in collaborazione con l’OCSE, l’Associazione dei parlamentari europei per l’Africa (AWEPA), FCA e CNH Industrial, ha ricordato come l’Italia abbia manifestato questa crescita di interesse con visite al più alto livello, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a quello del Consiglio Matteo Renzi , al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, a Giro stesso che tante missioni ha condotto. Missioni nelle ”tante Afriche”, come l’ha definite Giro che hanno portato all’apertura di due nuove ambasciate a Conakry e Niamey, alla firma di tanti contratti e investimenti, ad accordi di partnenariato, nella convinzione che l’Africa non è solo sfruttamento delle materie prime e che anzi la prima risorsa dell’Africa sono le persone che ci vivono, la risorsa umana.

E poi l’Italia si è mossa a livello europeo, convincendo la Ue a spendere di più per il continente, a favore del Trust Fund de La Valletta e inaugurando il Migration Compact, sistema di investimenti e intese che vogliono sviluppare l’economia locale, anche in funzione di contenimento delle migrazioni economiche.

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Lia Quartapelle, parlamentare e Presidente della sezione italiana di organizzazione dei parlamentari europei ed africani ha voluto sottolineare come oggi, per intervenire in Africa, non si parli più solo di cooperazione: con l’Africa Act (presentato la scorsa estate) c’è uno strumento che prevede misure legislative e operative tese a rafforzare la presenza italiana in Africa, nella consapevolezza di una nuova centralità del continente, un’area che forse, ha aggiunto, non è più solo dramma o solo sviluppo al galoppo e positività, ma un luogo, finalmente visto nella sua interezza, con le sue luci e le sue ombre, il suo andamento altalenante e le tante sfide da affrontare.

Negli ultimi anni l’Africa è finalmente diventata una delle priorità di politica estera non solo per l’Italia, ma anche dell’Unione europea. Le dinamiche economiche, demografiche, ambientali e politiche dell’Africa sono destinate a produrre forti ricadute a livello globale.

Del resto lo stesso rapporto dell’OCSE “African Economic Outlook 2016”, il documento, che come ogni anno misura il polso dello sviluppo economico sociale del continente africano, e che è stato illustrato da Mario Pezzini, Direttore del Centro di Sviluppo dell’organizzazione internazionale, fotografa una situazione piena di varietà e di contraddizioni e per la prima volta quest’anno è stato dedicato al tema dell’urbanizzazione e delle città sostenibili nel Continente. Pezzini ha citato il fenomeno dell’inurbazione sempre più accentuata in città che ancora non sono pronte ad accogliere un tale numero di esseri umani.

Si tratta di inserirsi con i progetti italiani più interessanti (Giro ha citato in particolare le energie alternative e le grandi opere infrastrutturali come i trasporti) in un meccanismo già avviato per entrare nel quale occorre ”alzare il livello del partenariato e fare investimenti consistenti”. E poi ancora agroalimentare, diversificazione degli investimenti, come chiedono gli stessi paesi africani, e accordi politici, di formazione, di educazione. Intanto sono stati previsti nella legge di bilancio 200 milioni di euro aggiuntivi per l’Africa.

Fca e Cnh Industrial hanno testimoniato – come aziende con una lunga esperienza nel continente, – delle esigenze che nel corso del tempo l’Africa ha mostrato, prima tra tutte quella della mobilità delle persone, dei beni, dei mercati, e sempre partendo dai dati statistici: secondo le proiezioni demografiche dell’Onu, entro il 2035 l’Africa avra’ raddoppiato la sua popolazione, passando da uno a oltre due miliardi di abitanti.

Infine la politica: la conferenza, moderata dal direttore di Limes Lucio Caracciolo, si è svolta di fronte a tutti gli ambasciatori africani ai quali è stato ricordato che il loro continente è la seconda area del mondo per crescita, ma che è anche minacciata dal terrorismo internazionale al pari dell’Europa.

”Il terrorismo internazionale minaccia non solo l’Europa, ma l’Africa stessa”, ha detto Giro, dobbiamo fare in modo di disinnescare questo pericolo, servono “investimenti per un vantaggio reciproco”, una partnership ‘alta’ nella gestione del fenomeno migratorio, nella composizione regionale dei conflitti, per la promozione della convivenza fra religioni.

(@novellatop, 10 novembre 2016)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts