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Migration Compact: Gentiloni da oggi in Africa, tappe in Niger, Mali e Senegal

ROMA, 10 NOVEMBRE – La questione migratoria sarà il tema principale della missione in Africa occidentale del Ministro Paolo Gentiloni, che visiterà oggi Niger, e Mali e domani il Senegal. L’Italia vuole dare un seguito al Migration Compact e al proprio impegno per l’Africa, che verrà portato anche al Consiglio di Sicurezza Onu nel 2017.

La sfida principale è ridurre la pressione migratoria sul Mediterraneo centrale, spiega una nota della Farnesina. La chiave dev’essere sostenere i governi dei Paesi di provenienza e transito perché riportino stabilità e sicurezza, garantendo migliori condizioni di vita alle popolazioni locali.

In questo senso, Niger, Mali e Senegal sono considerati Paesi strategici. La missione del Ministro Gentiloni, che doveva essere accompagnato dal commissario UE Dimitris Avramopoulos costretto a cancellare per motivi di salute,  punta ad offrire un sostegno per rimuovere progressivamente le cause del sottosviluppo, aiutando i Governi locali a contrastare il fenomeno delle migrazioni irregolari e la lotta a terrorismo e traffici illeciti. In quest’ottica, l’Italia punta alla creazione di un pacchetto di risorse comunitarie e nazionali, anche attraverso un’azione coordinata con gli Stati membri UE più direttamente interessati e con la Commissione Europea.

Il Migration Compact e’ stato sottoposto alla Ue dal governo italiano per definire una strategia comune con i cinque Paesi (a Niger, Mali, Senegal si aggiungono Nigeria e Etiopia) di origine e transito dei migranti. La convinzione condivisa è che investire nella pace e nello sviluppo dell’Africa, oltre che a essere utile per quel Continente, rappresenta un investimento per la sicurezza europea. Negli ultimi tre anni in Italia sono arrivati quasi mezzo milione di migranti (oltre 160.000 finora solo quest’anno, mentre oltre 2.300 sono annegati nella traversata) dopo essere stati salvati nelle acque del Mediterraneo.

Due terzi dei migranti che sbarcano sulle nostre coste sono illegali, ossia, economici, e quindi non aventi diritto all’asilo. L’anno scorso il flusso di migranti verso l’Italia è stato ‘offuscato’ dall’enorme ondata che, passando per la Turchia e Grecia, è arrivato in Europa tramite i Balcani. Rotte sbarrate dai paesi dell’Europa dell’est e dall’accordo tra Ue e Turchia, per il quale l’Ue ha promesso a Ankara 6 miliardi di euro. (@OnuItalia)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts