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InterCampus a Gerusalemme e con l’UNIFIL, aria di convivenza in nome dello sport

GERUSALEMME/AL MANSOURI – Aria di convivenza in nome dello sport tra Gerusalemme e sud del Libano: InterCampus ha concluso due visite all’insegna dell’integrazione e dell’armonia tra bambini cresciuti sotto la spada di damocle della violenza e dei conflitti armati. Il campetto di Beit Zafafa, nel quartiere palestinese di Gerusalemme, proprio al confine tra Gerusalemme Est e Ovest, e’ il solo postoche per tre ore a settimana si tinge di nerazzurro e dà la possibilità a un visitatore un po’ spaesato di vedere tutte le religioni in un unico luogo. Arturo Cohen, allenatore Inter Campus di bambini palestinesi ed ebrei, su quel campetto insegna il gioco del calcio e assiste alla meraviglia di un’amicizia che pare vivere solo qui.

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L’anno scorso, quando sembrava che la terza intifada fosse alle porte, le attività’ si fermarono per qualche settimana. In momenti come quelli, di attentati e retate, di blocchi di interi quartieri e di coltellate a freddo alla fermata dell’autobus, capii che ciò che stavamo facendo aveva un potenziale enorme, spiega Cohen sul blog di InterCampus: “Stavamo creando una comunità di persone, bambini e genitori, che stavano imparando, grazie al gioco del calcio, a stare insieme, a conoscersi, sorridersi e rispettarsi, in una città dove il primo insegnamento è ‘stai con quelli come te’”.

La storia di questo inizio anno è quella di tre nuovi ragazzi palestinesi, arrivati tramite amici di amici, che non sono originari del quartiere Beit Zafafa, molto chiuso in sé. I tre ragazzi, inizialmente, mostravano tutta la tenerezza di tre bambini che non si sentivano accettati né a destra né a sinistra. Non erano di Beit Zafafa, non erano ovviamente ebrei. È stata una bellissima prova, anche per i bambini palestinesi, osservare il diverso nella propria società, e capire che i “veterani’’ erano loro insieme agli ebrei, e che quindi era compito condiviso iniziare l’inserimento di questi nuovi bambini. “È un motivo di grande orgoglio per me, e per tutto Inter Campus Gerusalemme, sapere di essere gli unici a creare una comunità di bambini e genitori che rappresenta l’unico ponte, un ponte nerazzurro, tra i due lati del muro,” spiega Cohen.

Anche ad Al Mansouri nel sud del Libano si respira aria di convivenza. “Qui a scuola ci sono bambini libanesi (sunniti e sciiti), siriani, palestinesi e curdi. Non credete a chi dipinge il Libano come un paese ancora attraversato da divisioni, io sono sciita e i miei migliori amici sono sunniti e cristiani; noi giovani abbiamo cambiato pagina e ora stiamo scrivendo un futuro di pace e unità”, afferma Hussein, l’allenatore che segue i bimbi di Inter Campus. L’iniziativa e’ stata gradita in paese: “Ogni contributo, ogni iniziativa finalizzata all’educazione di questi bambini è più che gradita. Ormai i bimbi vedono nella maglia nerazzurra la loro definizione di libertà”, dice il Abu Hussein, il preside della scuola. In Libano InterCapur e’ stato ospite del contingente italiano di UNIFIL  presso la base ONU di Shama guidata dal Generale di Brigata Ugo Cillo: la  la stabile collaborazione con il Multinational CIMIC Group garantisce continuità al progetto. (@alebal)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts