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COP22: La Camera, “Discreto grado di convergenza a Marrakech”

Italia verso sei nuovi accordi bilaterali con Paesi in Via di Sviluppo

MARRAKECH, 14 NOVEMBRE – Dalle politiche di cooperazione con 50 Paesi in quattro continenti alla definizione di un disegno di legge che comprenda la decarbonizzazione dell’economia, l’economia circolare e la finanza verde. Francesco La Camera, direttore generale per lo sviluppo sostenibile, per il danno ambientale e per i rapporti con l’Unione Europea e gli organismi internazionali del ministero dell’Ambiente, raggiunto da Onuitalia a Marrakesh dove si apre oggi la seconda settimana della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, fa il punto sull’impegno italiano per il clima e l’andamento di COP22. E se la Conferenza si aperta con la notizia dell’elezione a 45° presidente degli Stati Uniti di Donald Trump, che ha aveva parlato di cambiamento climatico come di una “truffa inventata dai cinesi”, per La Camera i lavori in Marocco procedono con un “discreto grado di convergenza, in continuità con il lavoro della comunità internazionale dell’ultimo anno”.

“Su vari fronti si sta lavorando per l’implementazione dell’accordo di Parigi, mantenendo vivo l’interesse politico”, ha spiegato. Questa settimana la riunione prosegue ad alto livello. Partecipa per l’Italia il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti.

Con il deposito dello strumento di ratifica dell’accordo di Parigi l’Italia si è messa in pari con la comunità internazionale. Cosa comporta l’ingresso nel trattato per il paese? Quali i primi impegni da rispettare?

“L’Italia, ancora prima della ratifica dell’accordo di Parigi e della sua entrata in vigore, ha iniziato a lavorare alla sua attuazione.  Sul fronte internazionale attraverso politiche di cooperazione indirizzate a promuovere lo sviluppo sostenibile nei Paesi maggiormente esposti agli effetti del surriscaldamento globale quali le Piccole Isole e I Paesi africani. In particolare l’azione bilaterale del Ministero dell’Ambiente si sviluppa in oltre 50 Paesi, compresi fra quattro continenti. Inoltre ricordiamo le numerose iniziative multilaterali che stiamo supportando tra le quali,  l’Initiative on Climate Action Transparency (ICAT)  e la Capacity Building Initiative for Transparency (CBIT) per assistere i Paesi in via di sviluppo nel monitoraggio delle emissioni e nella trasparenza dell’attuazione degli impegni di mitigazione e di adattamento. Sul fronte nazionale stiamo lavorando alla Strategia Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile, che prevede l’integrazione della lotta al cambiamento climatico negli obiettivi del millennio, ed alla definizione di un disegno di legge che comprenda la decarbonizzazione dell’economia, l’economia circolare e la finanza verde.”

COP 22 si è aperta all’insegna del voto americano che ha il potenziale di ribaltare l’adesione americana all’accordo. Che aria si respira a Marrakech? Il Segretario generale Ban Ki moon ha detto di contare su un rispetto dei patti presi dall’amministrazione Obama. Cosa può fare la comunità internazionale?

“La COP22 rappresenta il primo passo per l’implementazione dell’Accordo di Parigi. Le discussioni appaiano ancora in uno stadio essenzialmente preliminare, tuttavia su alcuni temi (quali trasparenza, adattamento e compliance) è stato già ravvisato un discreto grado di convergenza, mostrando la continuità con il lavoro della comunità internazionale dell’ultimo anno. A tale proposito grande significato hanno  l’adozione della risoluzione ICAO sul settore aviazione civile e l’assemblea IMO nella quale è emersa la volontà di ridurre le emissione di gas effetto serra anche per il settore marittimo.  Su vari fronti si sta quindi lavorando per l’implementazione dell’accordo di Parigi, mantenedo vivo l’interesse politico.”

Il padiglione Italia a Marrakech è stato ricco di eventi: tra settore privato, penso a Lavazza, università di primo piano come Bocconi e Scuola Sant’Anna, regioni, il sistema paese si è mobilitato. Quali sono stati i temi piu’ recepiti dal pubblico della Conferenza?

“Il successo della COP21 non è solo ascrivibile all’adozione dell’Accordo di Parigi, ma anche alla più ampia mobilitazione intorno alle iniziative degli attori non statali (i governi nazionali, le città, le regioni e gli altri enti subnazionali, le organizzazioni internazionali, della società civile, dei popoli indigeni, donne, giovani, istituzioni accademiche, così come le imprese). In questa prostettiva il Ministero dell’Ambiente  ospita per tutta la durata della COP22, presso il Padiglione italiano seminari ed occasioni di dibattito dando cosi’ visibilità alle iniziative volontarie degli attori non statali così come ai programmi e alle iniziative di cooperazione internazionale che vedono impegnata l’Italia.”

Quale sarà l’agenda dell’Italia per la prossima e ultima settimana di COP22?
“Con l’arrivo dei Capi di stato e di Governo e dei Ministri si festeggia l’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi. Sara’ l’occasione per ribadire e rinforzare l’impegno per la piena attuazione dell’accordo. Verranno poi approvate le varie decisioni che segnano un passo importante nella costruzione del libro delle regole che governerà l’accordo a partitre dal 2018. Sarà anche l’occasione, per quanto riguarda l’Italia, di allargare l’area del proprio impegno internazionale con la firma di sei nuovi accordi bilaterali con i Paesi in Via di Sviluppo.”

Di seguito:l’agenda degli eventi del padiglione italiano. (@annaaserafini)

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