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Migrazioni: appello Science for Peace, ecco le 4 linee di azione da seguire

Peace

ROMA,  23 NOVEMBRE – Il sito Change.org lancia la raccolta di firme per una petizione di Science for Peace (la Fondazione di Umberto Veronesi) che, in linea con la sua vocazione originale, intende ribadire con forza il ruolo della comunità scientifica nel superare le cause all’origine di conflitti, tensioni e disuguaglianze sociali, che spesso sono alla base dei flussi migratori.

Le migrazioni costituiscono una delle sfide più grandi che l’Europa si trova oggi a fronteggiare. Nel corso del 2015, oltre un milione di migranti hanno attraversato il Mediterraneo. A novembre 2016 sono oltre 4.500 i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo, un numero addirittura superiore alle 3.770 vittime registrate nel 2015. Dietro a questi dati si celano le vite di uomini, donne e bambini. Peace

Alla Presidenza del Consiglio, a chi, secondo le rispettive competenze, è competente a decidere a livello europeo, nazionale e locale,  Science for Peace intende proporre le seguenti linee di azione:
1.   Affrontare le cause alla base dei flussi migratori
L’impegno dell’intera comunità internazionale deve essere rivolto a perseguire due obiettivi fondamentali:
•       Il rafforzamento dei programmi di cooperazione bilaterale e multilaterale a sostegno dei Paesi da cui provengono i migranti, ponendo le basi per la stabilizzazione politica e lo sviluppo economico di questi Paesi. Un’attenzione particolare va posta agli ambiti della sanità, dell’istruzione e del mercato del lavoro. Occorre non dimenticare anche i Paesi che ospitano il maggior numero dei rifugiati, la gran parte dei quali sono in via di sviluppo.
•       Le azioni intraprese devono mirare a consolidare la stabilità e la resilienza delle società in cui i migranti risiedono o in cui fanno ritorno,

2.   Creazione di canali sicuri di accesso all’Europa
Come drammaticamente mostrato dai tragici incidenti che si susseguono nel Mediterraneo, oggi chi necessita di protezione non ha modo di raggiungere in modo sicuro i paesi dell’Unione europea. In questo contesto, è prioritario creare canali di accesso legale alla protezione nell’Unione europea:
•       aumentando l’offerta di posti per il reinsediamento
•       erogando visti umanitari
•       esplorando ulteriori canali legali di accesso oltre a quelli umanitari (estensione delle opportunità di ricongiungimento familiare, erogazione di borse di studio per studenti, ulteriori possibilità di ingresso per motivi di lavoro).Peace

3.   Accoglienza e gestione delle procedure di asilo
La gestione dell’accoglienza non può essere affidata solo a un numero limitato di stati. Oggi cinque Paesi membri (Germania, Italia, Francia, Austria e Ungheria) gestiscono circa l’85% di tutte le domande di asilo presentate nella UE.
•       E’ prioritario mettere in atto un sistema di incentivi, anche economici, affinché tutti gli Stati membri contribuiscano all’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati
•       Superare la logica emergenziale che caratterizza ancora le strategie adottate in numerosi Stati europei. Occorre mettere in atto riforme strutturali per creare sistemi di asilo organici, in grado di rispondere in modo efficace alle fasi della prima e della seconda accoglienza.

4.   Integrazione dei migranti nelle nostre società
Occorre favorire un processo di graduale integrazione dei migranti all’interno della società ospitante, anche favorendo l’accesso al mercato del lavoro.
Andrebbero adottate, anche con il supporto finanziario e istituzionale dell’Unione Europea, una serie di misure per favorire l’integrazione socio-economica dei migranti. In particolare, riteniamo utile:
•       Semplificare e promuovere i sistemi di riconoscimento dei titoli di studio acquisiti all’estero. Estendere e uniformare i sistemi di validazione degli apprendimenti non-formali e informali dei migranti;
•       Estendere e potenziare l’offerta di corsi di lingua sin dai primi mesi di permanenza, anche in vista di un rapido inserimento nel sistema educativo. Promuovere l’apprendimento delle lingue o dei lessici utili in determinati segmenti del mercato del lavoro;
•       Favorire l’accesso dei migranti a esperienze lavorative qualificanti, quali programmi di tirocinio o apprendistato, attraverso la creazione di partnership con il settore privato, le ONG, le fondazioni bancarie e di impresa;
•       Valorizzare e incentivare l’apporto dei richiedenti asilo e dei beneficiari di protezione per il rilancio economico e sociale dei territori abbandonati/spopolati o in fase di decrescita economica, promuovendo la messa in atto di iniziative di integrazione in quei contesti.

(@novellatop, 23 novembre 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts