Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Violenza sulle donne, in tutto il mondo oggi è il giorno per dire ‘BASTA’

donne

ROMA, 25 NOVEMBRE – Se persino le Nazioni Unite nel 1999 decisero di dedicare alla lotta contro la violenza sulle donne una Giornata Mondiale, significa che il fenomeno già 17 anni fa aveva assunto delle dimensioni più che preoccupanti. Nel tempo si è allargato, approfondito, insinuato nelle pieghe delle società (dalle più sviluppate a quelle arretrate) con un andamento orizzontale che nessun altro fenomeno sociale conosce. Nel tempo, ancora, è stato chiamato con molti nomi – ultimo dei quali ‘femminicidio’ – che comunque non dicono tutto sulla violenza di genere della quale l’omicidio non è che l’ultimo gradino.donne
Prima ci sono il disprezzo, il disamore, i contrasti, le piccole violenze psicologiche, i ricatti, uno schiaffo ogni tanto, la prevaricazione, il comando, la violazione, la pressione psicologica, anche sui figli.
I dati dell’Onu rivelano che il 35% delle donne nel mondo ha subito una violenza fisica o sessuale, dal proprio partner o da un’altra persona. Il rapporto sottolinea anche che due terzi delle vittime degli omicidi in ambito familiare sono donne.

Nel mondo solo 119 Paesi hanno approvato leggi sulla violenza domestica e 125 sul ‘sexual harrassment’ (le molestie a sfondo sessuale). Dalla ricerca Onu arriva anche la conferma che prosegue la discriminazione in ambito lavorativo tra uomini e donne. I tassi di disoccupazione rimangono piu’ elevati per le lavoratrici, e le donne occupate a tempo pieno nella maggior parte dei Paesi hanno uno stipendio che va dal 70% al 90% di quello dei colleghi maschi.
In Italia nel 2014 ben 6.788.000 sono state le donne vittime di violenza, 652 mila hanno subìto stupri, mentre 3 milioni 466 mila sono quelle che hanno subìto stalking, di queste 1 milione 524 mila l’ha subìto dall’ex partner, 2 milioni 229 mila da persone diverse dall’ex partner.

L’Ansa ricorda come sia nato il 25 novembre Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Non si tratta di una data a caso: è il ricordo di un brutale assassinio, avvenuto nel 1960 nella Repubblica Dominicana, ai tempi del dittatore Trujillo. Tre sorelle, di cognome Mirabal, considerate rivoluzionarie, furono torturate, massacrate, strangolate. Buttando i loro corpi in un burrone venne simulato un incidente. Non sempre, non ovunque, le cose sono cambiate da quel giorno: basti pensare alle bambine dell’India che quasi ogni giorno vengono stuprate e uccise, ma anche a casa nostra, dove la violenza contro le donne è spesso nascosta in ambito domestico.
donneLa Giornata è stata istituita dall’Onu con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999. La matrice della violenza contro le donne può essere rintracciata ancor oggi nella disuguaglianza dei rapporti tra uomini e donne. E la stessa Dichiarazione adottata dall’Assemblea Generale Onu parla di violenza contro le donne come di “uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini”.
Tra le migliaia di iniziative che in tutto il mondo scandiranno oggi il rigetto ‘senza se e ma’ della violenza di genere, si ricorda la dichiarazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha definito la violenza sulle donne una ferita inaccettabile per l’intera societa’. ‘La piaga della violenza contro le donne – dice Mattarella – e’ ancora aperta, in Italia e nel mondo. Aver subito violenza e’ un dato purtroppo iscritto nella storia di molte, troppe, donne. A sommarsi sono violenze collettive e individuali, generate da guerre e conflitti, dal prevalere di stereotipi aggressivi. Particolarmente grave e’ la violenza spesso originata tra le mura domestiche, nei contesti familiari, nell’ambito delle relazioni sentimentali. A questi abusi non possiamo rassegnarci, perche’ ne va della dignita’ umana’.
La Farnesina da parte sua conferma convintamente l’impegno dell’Italia per la promozione dell’uguaglianza di genere e della lotta a ogni forma di discriminazione e violenza contro le donne.
In una nota il Ministero degli Esteri e della Cooperazine ricorda che nei giorni scorsi, grazie al lavoro condotto dall’Italia  nei negoziati sul testo, la Terza Commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (competente per i diritti umani, le questioni sociali e umanitarie) ha adottato con il sostegno di moltissimi Paesi due nuove risoluzioni contro le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci e forzati. I testi finali saranno adottati dall’Assemblea Generale a metà dicembre.

donne

Sergio Mattarella

Negli ultimi anni sono stati raggiunti significativi progressi per mettere fine a queste pratiche tradizionali lesive della salute e dei diritti umani delle donne. Ciononostante, ogni anno nel mondo circa 4 milioni di ragazze sono a rischio di subire mutilazioni genitali femminili e circa 15 milioni di ragazze si sposano prima di compiere 18 anni. Le due risoluzioni ONU sottolineano l’impegno della comunità internazionale (Governi e organizzazioni della società civile, organizzazioni internazionali e regionali, comunità locali e singoli individui) a lavorare insieme per eradicare queste pratiche, adottando misure politiche e legislative efficaci a livello internazionale e nazionale, rafforzando i programmi di sostegno alle donne e bambine vittime di queste pratiche, promuovendo attività di sensibilizzazione ed educative, anche con il coinvolgimento di uomini e bambini, sulle loro conseguenze nocive.
Quanto alle attività di cooperazione allo sviluppo, aggiunge la Farnesina, nell’ultimo anno, la Cooperazione italiana ha destinato circa 23 milioni di euro in progetti in materia di uguaglianza di genere ed empowerment delle donne, ossia quasi il 50% delle risorse promesse dal Presidente Renzi nel settembre 2015 a New York e pari a 50 milioni in due anni. Forte è anche l’impegno per alleviare le sofferenze di quelle donne, spesso di giovane età, sottoposte a violenza, umiliate e talvolta respinte dalle stesse famiglie di provenienza, che si trovano in situazioni di conflitto o di crisi.donne
La protezione di donne e bambine nei conflitti ed il coinvolgimento delle donne come attori di pace nella prevenzione dei conflitti e nelle operazioni di pace sono tra le priorità del mandato dell’Italia in Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel 2017.
È inoltre in corso di finalizzazione il nuovo Piano d’Azione Nazionale su Donne Pace e Sicurezza 2016 -2019, giunto alla sua terza edizione.
Anche quest’anno, infine,  la Farnesina aderisce alla campagna di sensibilizzazione ”Orange the world – 16 days of activism against gender-based violence”. Da oggi fino al 10 dicembre prossimo, Giornata internazionale dei diritti umani, il sito internet e gli account istituzionali del MAECI ospiteranno ulteriori approfondimenti sulle iniziative dell’Italia per mettere fine alla violenza contro le donne.

(@novellatop, 25 novembre  2016)

The following two tabs change content below.

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

Leave a comment

Your email address will not be published.


*