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Corridoi umanitari: altri 100 profughi in arrivo a Fiumicino da Libano

Un bambino siriano arrivato a Fiumicino grazie ai corridoi umanitari

ROMA, 29 NOVEMBRE – Conto alla rovescia a Fiumicino. Il primo e  2 dicembre, grazie ai “corridoi umanitari” realizzati dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), dalla Tavola valdese e dalla Comunità di Sant’Egidio, arriveranno a Roma altri 100 profughi, in massima parte siriani, provenienti dal Libano.

A meno di un anno dall’avvio di questo progetto, realizzato nell’ambito di un protocollo d’intesa che i promotori hanno sottoscritto con i Ministeri dell’Interno e degli Affari Esteri, si raggiungera’ così la prevista quota dei 500 arrivi in totale nel 2016. “Ė un risultato di grande importanza – ha detto Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope – Programma rifugiati e migranti della FCEI – raggiunto grazie al convinto sostegno dei Ministeri interessati, dei nostri vari partner internazionali e della generosità con cui la Diaconia valdese, numerose chiese evangeliche e parrocchie cattoliche si sono impegnate in un eccezionale lavoro di accoglienza e di integrazione dei profughi. A meno di un anno dall’avvio del progetto, in un’Europa che tace o si barrica alzando muri e chiudendo le frontiere, l’Italia indica una strada diversa e alternativa. Non è la soluzione complessiva al fenomeno migratorio ma, nell’ambito delle norme vigenti, è una strategia efficace e di dimostrata sostenibilità per garantire protezione ai soggetti più vulnerabili”.

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Nei giorni scorsi anche la Conferenza episcopale italiana (CEI), d’intesa con CaritasFondazione Migrantes e Sant’Egidio, ha annunciato l’impegno a sostenere nuovi corridoi umanitari per altri 500 profughi da paesi come il Marocco e l’Etiopia. “Stiamo aspettando la definizione di un protocollo d’intesa con i ministeri degli Esteri e dell’Interno – ha anticipato al Sir don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana -. Siamo alle battute finali e non vediamo l’ora di cominciare per dare vita a questo desiderio condiviso. La Cei metterà a disposizione la cifra necessaria, a seconda dell’apporto che darà il governo. Speriamo di riuscire a renderli operativi entro la prossima primavera”.

Daniela Pompei, responsabile migrazioni della Comunità di Sant’Egidio, ha confermato l’iniziativa: “Stiamo lavorando intensamente a questo progetto e speriamo di poter allargare questa esperienza ad altri Paesi europei. Abbiamo presentato proposte analoghe alla Conferenza episcopale della Polonia, in Francia e a Bruxelles. Vediamo quali andranno in porto”. (@OnuItalia)

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