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Torna “Cities For Life”, 2mila città in Italia e nel mondo contro la pena di morte

La risoluzione sulla moratoria universale delle esecuzioni in Assemblea Generale entro dicembre

NEW YORK, 29 novembre – Oltre 2mila città in Italia e nel mondo per la vita, contro la pena di morte. E’ l’Iniziativa “Cities for Life”, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio per dire basta alle esecuzioni capitali. Giunta alla 15a edizione, la manifestazione si celebra ogni 30 novembre in ricordo dell’anniversario della prima abolizione della pena di morte, quella del Granducato di Toscana nel 1786. L’appuntamento precede il voto previsto entro la fine di dicembre dell’Assemblea Generale dell’Onu sulla risoluzione sulla moratoria universale delle esecuzioni.

cities_for_life_2016Mobilitazioni, marce, sit-in, spettacoli, concerti, assemblee pubbliche, convegni, laboratori, fiaccolate: Penadimortemai, è il trait-d’union tra le piazze dei comuni aderenti alla mobilitazione planetaria, quest’anno 2053 da 88 paesi, 70 le capitali. Ognuna mette a disposizione un monumento importante che per l’occasione si illumina diventando “logo vivente” di un impegno e di un dialogo con i cittadini per un mondo senza pena capitale.

A Roma anche quest’anno l’appuntamento è al Colosseo, davanti all’Arco di Costantino (ore 18:30): insieme a testimoni della campagna contro la pena capitale, ci saranno ex prigionieri nel braccio della morte per dire che “non c’è giustizia senza vita”. Prevista la partecipazione, tra gli altri, di Luca Barbarossa, dei #GXP, dei 7Hills e di Susan Kigula, ex detenuta nel braccio della morte in Uganda, che oggi ha incontrato le ragazze e i ragazzi del Liceo Manfredi Azzarita.

Assieme alla Giornata Mondiale che si celebra ogni 10 ottobre, “Cities for Life” è la più estesa mobilitazione mondiale dell’anno contro la pena di morte. In 15 anni 680 monumenti sono stati illuminati in 92 nazioni, 5781 gli eventi sul territorio, riferiscono i promotori.

Il rifiuto della pena capitale come mezzo di giustizia è un tema caro all’Italia che dal 1994 è in prima linea alle Nazioni Unite per l’approvazione di una moratoria della pena di morte e ancora oggi lavora per frenare le esecuzioni. Una battaglia che è passata attraverso tre tentativi falliti (1994, 1999, 2003) prima del sì alla risoluzione 62/149 dell’Assemblea Generale nel 2007 (99 i voti a favore, 52 contrari, 33 gli astenuti).

Discussa e votata ogni due anni, la risoluzione sulla moratoria universale delle esecuzioni tornerà in Assemblea Generale entro la fine di dicembre. Il 17 novembre,  al primo esame della Terza Commissione dell’Assemblea Generale, quella che si occupa del rispetto dei diritti umani, una bozza di risoluzione ha ottenuto 115 sì della Commissione e 38 no (31 astenuti). Tuttavia, un emendamento voluto dal Singapore ribadisce la sovranità dei singoli Stati. (@annaaserafini)

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