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AIDS: Unicef, “un contagio ogni 2 minuti”. Giro: “da Italia quest’anno +30% contributo al Fondo Globale”

Cooperazione attiva sul canale bilaterale con 40 progetti. Altri 140mln nel prossimo triennio. Ban, crescita epidemia in Europa orientale e Asia Centrale. Guardare anche Africa Subsahariana

NEW YORK, 1 DICEMBRE – “Ogni 2 minuti un adolescente, con molte probabilità una ragazza, contrae l’Hiv”. E’ l’allarme dell’Unicef che in un nuovo rapporto avverte: se non verranno effettuati ulteriori progressi per raggiungere gli adolescenti, tra di loro si potrebbe registrare un aumento del 60% di nuovi casi di Hiv entro il 2030, con fino a 400mila contagi ad anno, rispetto ai 250mila del 2015 in tutto il mondo. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha sottolineato che, nonostante il progresso registrato dal 2010, ancora c’è molta strada da fare, soprattutto in Europa orientale, in Asia Centrale e nell’Africa Subsahariana.

L’Italia quest’anno ha aumentato del 30% il suo contributo al Fondo globale per la lotta contro l’AIDS (+40 milioni), mentre altri 140 milioni saranno stanziati nel prossimo triennio e che la Cooperazione è attiva sul canale bilaterale con 40 progetti, ha ricordato il vice ministro degli Esteri Mario Giro. Oggi, Giornata mondiale contro l’AIDS dedicata al tema della prevenzione, arriva nelle farmacie italiane il test autodiagnostico: per acquistarlo non ci sarà bisogno della ricetta del medico.

“For Every Child: End Aids”. Nel 2015 hanno contratto il virus 1,1 milioni di persone nel mondo fra bambini, adolescenti e donne, con 2 milioni gli adolescenti fra i 10 e i 19 anni che convivevano con l’Hiv: nello stesso anno, l’AIDS ha causato 41mila vittime fra i ragazzi tra i 10 e i 19 anni, riaffermandosi una delle cause principali di morte fra gli adolescenti. Nel settimo rapporto sui bambini e l’Aids ‘For Every Child: End Aids’, l’UNICEF avverte che i bambini fra 0 e 4 anni che convivono con l’Hiv sono i più esposti al rischio di morte causata dall’Aids, essendo questi casi spesso diagnosticati e trattati troppo tardi. Simultaneamente, nel mondo, fra il 2000 e il 2015, sono stati evitati 1,6 milioni di nuovi contagi fra i bambini.

20161130_sg_wad_2Ban: tra progresso e sfide, non rimanere in silenzio. “Dal 2010, il numero dei casi di trasmissione materno infantile è dimezzato. Il numero di persone con accesso ai farmaci salva-vita è raddoppiato negli ultimi cinque anni, raggiungendo quota 18 milioni. Con i giusti investimenti, il mondo può raggiungere il nostro obiettivo di 30 milioni di persone in cura entro il 2030. L’accesso ai farmaci anti-HIV per prevenire la trasmissione madre-figlio è ora disponibile ad oltre il 75 per cento di coloro che ne hanno bisogno”, ha dichiarato oggi Ban in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS. Tuttavia, ha aggiunto: “Le giovani donne sono particolarmente vulnerabili nei paesi con alta prevalenza di HIV, in particolare nell’Africa sub-sahariana [lì, evidenzia il rapporto 3 nuovi casi su 4 registrati fra gli adolescenti dai 15 ai 19 anni hanno colpito le ragazze]. L’epidemia di AIDS è in aumento in Europa orientale e in Asia centrale, alimentata da stigma, la discriminazione e le leggi punitive”.

Il contributo italiano. La lotta all’AIDS, alla tubercolosi e la malaria figura tra le “priorità strategiche della Cooperazione Italiana”, ha riaffermato oggi Giro, ricordando che “l’Italia quest’anno ha aumentato del 30% il suo contributo al Fondo globale (+40 MLN) per la lotta contro l’AIDS e ha portato all’ONU una delle sue best practices come il progetto DREAM”.

Per il prossimo triennio 2017-2019, continua Giro, l’Italia erogherà al Fondo “140 milioni di euro, di cui il 5% saranno allocati a iniziative che saranno gestite da ONG o Enti di ricerca italiani. Inoltre la Cooperazione Italiana è attiva anche sul canale bilaterale con 40 iniziative progettuali a favore di 20 Paesi soprattutto dell’Africa Sub-Sahariana. Di questi, 14 progetti sono a gestione diretta o sul canale emergenza, e 36 sono stati promossi da ONG Italiane e finanziati dalla Cooperazione Italiana”. (@annaaserafini)

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