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Unesco: rumba cubana, birra belga, yoga indiano tra i nuovi patrimoni immateriali

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ADDIS ABEBA, 1 NOVEMBRE – Rumba cubana, yoga indiano, birra belga, festival teatrali  giapponesi (matsuri): da oggi  ‘materie’ apparentemente inconciliabili hanno in comune un ambito riconoscimento: sono state designate Unescopatrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco in una riuniona tenutasi ad Addis Abeba. Si tratta del comitato di salvaguardia del patrimonio immateriale dell’umanità che, riunitosi nella capitale dell’Etiopia dal 28 novembre al 2 dicembre, si occupa dalla sua creazione dieci anni fa di inserire nella lista e valorizzare vari tipi di patrimonio vivente come  danza, musica, gastronomia,  festival.
La sua creazione rispecchia un’evoluzione del concetto di patrimonio, per lungo tempo limitato a castelli, palazzi e dipinti europei, e permette ”a Paesi che non si sono espressi in campo architettonico, di promuovere le loro pratiche culturali” ha detto Tim Curtis, segretario della convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio immateriale. Figurare nella lista è motivo di lustro e in qualche caso può aiutare a reperire sostegno finanziario o logistico Unesco in quei Paesi che non riescono a proteggere le loro tradizioni.

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Danzatori di rumba

Così, a pochi giorni dalla morte di Fidel Castro è stata premiata la tipica danza cubana con la motivazione è che la rumba è “una manifestazione di autostima e resistenza” che contribuisce alla formazione dell’identità nazionale. La delegazione cubana ha dedicato il riconoscimento alla memoria del lider maximo. Oltra alla rumba cubana, l’Unesco ha promosso a patrimonio culturale la musica e il ballo merengue dominicani, come parte dell’identità nazionale, e le Fallas di Valencia, celebrazione che si tiene annualmente a marzo nella città spagnola con la sfilata di giganteschi pupazzi.
Quanto al riconoscimento allo yoga come patrimonio culturale immateriale l’Unesco spiega che  ”La filosofia dietro l’antica pratica dello yoga in India ha influenzato numerosi aspetti della società” ha scritto in un comunicato l’organizzazione Onu per la scienza e la cultura che ha sede a Parigi. Praticato ”a tutte le età, senza discriminazione di sesso, classe o religione (…) associa posizioni, meditazione, respirazione controllata, recitazione di parole e altre tecniche mirate a beneficiare l’individuo, ad attenuare i dolori e a consentire di raggiungere uno stato di liberazione”.Unesco
Per quanto riguarda il Giappone, dopo l’inclusione nel 2008 delle arti teatrali del Kabuki, del Noh e del Bunraku, due matsuri erano gia’ stati in parte registrati dall’Unesco nel 2009: la parata di “yamahoko” del festival Gion di Kyoto e quella dell’Hitachi Furyumono (il governo giapponese aveva deciso comunque di riproporne l’inclusione nella lista piu’ ampia).

Ben 33 ‘matsuri’ che si svolgono in 18 prefetture – molti dei quali risalenti al periodo Edo (1603-1868) – hanno così ottenuto il riconoscimento come singola entita’, portando il totale giapponese nella lista Intangible Cultural Heritage a ventuno. I festival coinvolgono gran parte della popolazione e sono anche espressione di antiche tecniche artigianali con le quali vengono realizzati grandi carri da parata e numerosi elementi decorativi.

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Yoga

Infine la birra belga per cui Bruxelles aveva fatto richiesta: nel paese la birra è una cosa seria: ci sono quasi 200 birrifici che producono circa 1.500 birre diverse, adatte a ogni palato: dalle classiche bionde, alle birre scure fino alla magnifica tradizione trappista, prodotta nei monasteri.
La bevanda, a cui sono dedicati 30 musei, fa parte anche della cucina belga. Ma non solo: circa 400 appassionati bevitori di birra hanno realizzato, grazie al crowdfunding, un birradotto. Nella cittadina di Bruges, un sistema di tubature porta direttamente la produzione del birrificio Bruges Zot fino all’impianto di imbottigliamento.

(@novellatop, 1 dicembre  2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts